Disagi continui

Vaccinazioni, un pasticcio dopo l’altro. In Regione è ora di cambiare… Aria (Spa)

Costato 18 milioni, il sistema per le prenotazioni verrà rimpiazzato da quello gratuito di Poste. Nell'ultimo anno la società regionale le ha sbagliate tutte

Vaccinazioni, un pasticcio dopo l’altro. In Regione è ora di cambiare… Aria (Spa)
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Problemi sono stati riscontrati a Cittiglio, nella Bergamasca e  un po’ in tutta la Lombardia. Sms non inviati oppure mandati a troppa gente e appuntamenti fissati con preavviso minimo e in località lontanissime: il sistema di prenotazione delle vaccinazioni anti-Covid di Regione Lombardia fa acqua da tutte le parti. L'ultimo esempio, l'anziano di Malnate convocato per il vaccino a Cremona, senza possibilità di modificare il proprio appuntamento in un centro più vicino.

E se si pensa che le persone che ne stanno pagando maggiormente dazio sono gli ultraottantenni, la cosa non può che fare ancora più rabbia. Perché la campagna (fortunatamente) procede, ma certo non ai ritmi che ci si sarebbe attesi. E il problema, in questo caso, non è neppure legato al numero di vaccini a disposizione, dato che ora le dosi di Moderna e soprattutto di Pfizer ci sono (al momento Regione ha in giacenza il 15 per cento di dosi di quest’ultimo vaccino). Il problema è la macchina organizzativa. Il servizio di Andrea Rosselli, collega di Prima Bergamo.

I vaccini ci sono e arriveranno

Quando si parla di macchina organizzativa, bisogna però fare dei distinguo. Perché se si considera la mera “messa a terra” del piano vaccinale, in realtà i territori hanno risposto bene. Basti vedere la Bergamasca, che nel giro di poche settimane ha comunque individuato una serie di punti vaccinali, anche di importanti dimensioni, e, seppur con alcune lacune (vedi l’assenza di punti vaccinali nelle Valli, in via di risoluzione), sta piano piano continuando ad aumentare il potenziale di somministrazioni complessivo sul territorio: dalle 3.700 circa della scorsa settimana si è passati alle 5.700 attuali. Per inizio aprile si dovrebbe addirittura toccare quota diciassettemila. Ovviamente, arrivi dei vaccini permettendo.

In tal senso, però, sia da Ats Bergamo che da Regione filtra ottimismo: i problemi riscontrati a inizio marzo sugli approvvigionamenti sono andati calando e Pfizer ha annunciato che anticiperà le dosi previste per il terzo trimestre dell’anno al secondo, dunque già dal 22 marzo in Bergamasca arriveranno dosi in più. Si attendono anche le prime dosi di Johnson & Johnson dopo il via libera europeo e dell’Aifa. Il vero, enorme problema, dunque, resta soltanto uno: il sistema di prenotazione delle vaccinazioni di Aria Spa.

«È una vergogna»

Come detto, i problemi rilevati in questo mese nel portale utilizzato sono stati numerosi, sia per quanto riguarda le prenotazioni degli over 80 (categoria più numerosa e dunque più “colpita”), sia per quanto riguarda il personale scolastico. Il timore è che, con l’avvio della campagna vaccinale di massa, quando i numeri delle persone coinvolte saranno molto più elevati degli attuali, il sistema vada completamente in tilt.

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, sul punto, è stato molto duro in un’intervista rilasciata a L’Eco di Bergamo: «Sto cercando di mantenere un profilo istituzionale, ma è disarmante quello che sta accadendo, con la Lombardia dieci passi indietro rispetto ad altre Regioni. Non c’è Bertolaso che tenga: la macchina non funziona, anche se in un anno sono stati cambiati un assessore e due direttori generali».

Il primo ad aver duramente criticato il portale delle prenotazioni attualmente utilizzato, però, è stato proprio Guido Bertolaso, che ha parlato esplicitamente di «vergogna» e «gravi mancanze». Critiche non di poco conto, se si considera che arrivano dal super consulente voluto dal governatore Attilio Fontana e che sono dirette ad Aria Spa, la società di Regione a cui è stata affidata, con un contratto di servizio in house, la realizzazione del sistema.

L’assessore regionale Davide Caparini a cui fa riferimento Aria spa

Il “curriculum” di Aria Spa

A questo punto, è utile fare un passo indietro e ricostruire un po’ la storia di Aria Spa, società regionale nata appena due anni fa, nel marzo 2019, dall’unione di tre società già esistenti, ovvero Arca (l’Agenzia regionale centrale acquisti), Infrastrutture Lombarde Spa e Lombardia Informatica Spa, società che più volte in passato ha creato disagi informatici a chi ha avuto la sfortuna di averci a che fare. Come ha raccontato la giornalista de La Stampa Chiara Baldi, principale fautore della nascita di Aria è stato Davide Caparini, esponente della Lega e assessore al Bilancio di Regione Lombardia, assessorato a cui Aria fa diretto riferimento.

Fino al marzo scorso, di Aria non si era praticamente mai sentito parlare. Negli ultimi dodici mesi, invece, c’è stata una vera e propria escalation: prima l’assenza di dispositivi di protezione individuale e l’incapacità della società regionale di trovarne sul mercato; poi l’inefficienza nella gestione delle mascherine (fatte realizzare e rimaste chiuse per mesi in degli scatoloni a Rho); successivamente l’affaire camici, con la Procura di Milano che ha indagato Fontana, sua moglie e il cognato per una donazione poco chiara; infine il pasticcio sull’approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali, con bandi fatti in ritardo e poche dosi (rispetto almeno a quelle annunciate) acquistate a prezzi più alti della media. Nonostante questo “curriculum” non certo brillantissimo, Regione ha comunque deciso di affidare proprio ad Aria la realizzazione del portale per le prenotazioni delle vaccinazioni anti-Covid.

Aria e i vaccini, quale futuro?

I risultati di questa scelta, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti. E, ahinoi, costano pure cari: l’affidamento del servizio ad Aria, infatti, non è stato gratuito. Indiscrezioni di stampa, nei giorni scorsi, parlavano di un contratto tra Regione e la sua società di oltre 22 milioni di euro.

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