Sforzo continuo

A Varese potenziate le terapie intensive “Covid Free”

Bonelli: "La nostra sfida è di tornare il prima possibile e il più possibile ad offrire una risposta completa a tutte le altre esigenze di salute"

A Varese potenziate le terapie intensive “Covid Free”
Varese, 13 Novembre 2020 ore 13:23

Non ci sono solo i pazienti Covid. E’ questo il mantra che da settimane ripete l’Asst Sette Laghi, intenzionata a mantenere il più possibile le attività “ordinarie” per la cura dei pazienti non infettati dal coronavirus. Necessario per questo scopo mantenere e rafforzare quindi il numero di terapie intensive “covid free” così da non fermare le attività chirurgiche e la pronta risposta alle urgenze.

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L’importanza delle terapie intensive Covid Free

Nell’attuale situazione di emergenza, la sfida in cui è impegnata l’ASST Sette Laghi non è solo quella di dilatare la propria capacità ricettiva per far fronte alla necessità di ricoverare moltissimi pazienti colpiti dal Covid-19.

“Una sfida altrettanto ardua ma importantissima – tiene a sottolineare il Direttore Generale Gianni Bonelli – è quella di tornare il prima possibile e il più possibile ad offrire una risposta completa a tutte le altre esigenze di salute“.

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Il riferimento è principalmente all’ambito chirurgico, tenuto conto che l’attività ambulatoriale è attualmente erogata ad un livello pari a circa l’80% di quella offerta a regime. Sul fronte degli interventi chirurgici, invece, dal 26 ottobre scorso l’ASST ha sospeso la chirurgia elettiva, garantendo gli interventi in urgenza ed emergenza e quelli non procrastinabili.

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Potenziamento per riprendere le attività

“Ma non basta – avverte Bonelli – è prioritario per noi ridurre la durata di questa sospensione e nel frattempo ampliare il più possibile l’attività chirurgica erogabile pur in questo contesto di emergenza senza precedenti”.

Un primo, significativo passo in questa direzione è stato compiuto proprio in questi giorni: ieri sono stati occupati i primi 10 posti letto dei 18 di terapia intensiva allestiti nel blocco operatorio dell’Ospedale di Circolo in aggiunta a quelli già attivi. Non si tratta però di 10 pazienti Covid in più rispetto ai 40 già ricoverati nelle terapie intensive del primo piano, ma di una parte di questi. Grazie a questo spostamento, se da un lato si mantiene un margine di posti letto di terapia intensiva da destinare ai pazienti Covid pari a 8, dall’altra si stanno recuperando altri 4 posti letto di rianimazione da destinare alle altre patologie, potenziando la capacità dell’Ospedale di Circolo di ricoverare e operare pazienti no Covid.

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