La richiesta

In carcere da innocente per lo stupro di Venegono: chiesto il risarcimento

Un anno e tre mesi in carcere da innocente: anche i legali di Fusi Mantegazza hanno chiesto la riparazione per ingiusta detenzione

In carcere da innocente per lo stupro di Venegono: chiesto il risarcimento
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A due anni dalla richiesta di Hamza Elayar, anche l'altro imputato assolto per lo stupro di Venegono, Gregory Fusi Mantegazza, ha chiesto l'accesso alla "riparazione per ingiusta detenzione".

Stupro di Venegono, in carcere da innocenti

Un anno e tre mesi di carcere con l'accusa di aver aggredito e violentato due 22enni fra treno e stazione di Venegono Inferiore nel dicembre 2021. Accusa che sin dalle prime fasi aveva iniziato a mostrare le prime crepe: Mantegazza, ad esempio, come avevano spiegato i legali della difesa nell'istanza di scarcerazione (rigettata) presentata ad aprile 2022, al momento dei fatti si trovava in un bar di Tradate lungo la Varesina, come registrato dal gps del cellulare.

Crepe che nel corso del processo si erano fatte via via più profonde, con i mancati riconoscimenti dei due imputati da parte dei testimoni e persino delle stesse vittime.

Il "ruolo" di Mantegazza

L'accusa per Mantegazza era quella di aver fatto da "palo" al complice nella violenza. Ad aggravare all'epoca la sua situazione rispetto Hamza, però, c'era stata una confessione resa davanti al Pubblico Ministero in sede di colloquio dopo il fermo.

Confessione ritrattata da Mantegazza e la cui attendibilità era stata duramente contestata in aula dall'avvocato Andreetti perchè "fatte in caserma, dopo 10 ore di fermo e interrogatorio. Dopo avergli fatto leggere più volte il verbale di fermo e le ricostruzioni della vicenda, dopo averlo bombardato per 10 ore di informazioni portandolo anche per via della sua condizione psicologica, a 'sostituire' la sua persona con un’altra.  Ma se si ascoltano le registrazioni, si sente che quelle di Mantegazza non sono risposte ma elaborazioni delle domande appena postegli".

I due nomi su cui nessuno ha indagato

Chi è stato, allora? I legali delle difese, Andreetti per Mantegazza e Bascialla/Punturieri altri due nomi in aula li avevano portati, con tanto di foto in cui le vittime avevano riconosciuto gli aggressori di quella sera. Nomi che Hamza aveva già fatto nei primi interrogatori e che sia lui sia Mantegazza avevano ripetuto in aula. Nomi che non finirono nemmeno nel registro degli indagati. Solo nelle battute finali del processo il Pubblico Ministero aveva chiesto di poter sentire uno dei due, forse rintracciato grazie al Consolato del Marocco. Richiesta rigettata e, da allora, non si è saputo più nulla.