Pubblica utilità

Reddito di Cittadinanza, Invidia (M5S): “I Comuni attivino i PUC per far lavorare i percettori”

Quasi 3 milioni di percettori in Italia, solo 200mila le offerte di lavoro inviate. E intanto quasi nessun Comune ha siglato i PUC che, in base alla legge del Reddito di Cittadinanza, permetterebbero ai percettori di svolgere lavori per la propria comunità

Reddito di Cittadinanza, Invidia (M5S): “I Comuni attivino i PUC per far lavorare i percettori”
Varese, 06 Ottobre 2020 ore 17:01

A un anno e mezzo ormai dall’introduzione della misura e in occasione della scadenza del Reddito di Cittadinanza per i primi percettori, il deputato varesino del Movimento 5 Stelle “striglia” i Comuni della provincia che non hanno ancora attivato i PUC, i Piani di Utilità Collettiva, che permetterebbero di impiegare chi riceve il sussidio per piccole opere e interventi.

Reddito di Cittadinanza, giro di boa

L’approvazione era arrivata il 17 gennaio 2019, il 30 marzo l’entrata in vigore e oggi, a quasi 18 mesi dalle prime erogazioni, il Reddito di Cittadinanza arriva al suo primo “giro di boa” e a un necessario bilancio. Anche perchè proprio ad ottobre circa 400mila nuclei famigliari che avevano avuto accesso alla manovra vedranno scadere l’accesso al sussidio. E per la gran maggioranza dei casi senza aver mai ricevuto le famose tre offerte di lavoro.

E per tutti questi 18 mesi, in particolare durante quelli di maggiore emergenza Covid, sono in tanti (politici e cittadini) che si sono chiesti perchè vista le difficoltà causate dal lockdown e dalle varie disposizioni non si utilizzassero proprio i percettori del reddito per assistere le persone in casa o lavorare nei campi rimasti senza lavoratori. Cosa, tra l’altro, prevista proprio dalla legge: un modo se non per trovare lavoro (a quello dovrebbero pensare i Centri per l’Impiego e l’app sviluppata dall’Anpal di Mimmo Parisi, di cui non c’è traccia) di ripagare la comunità. Ma partita in ben poche realtà dato che in tutt’Italia solo 400 Comuni hanno sottoscritto i PUT, i Progetti di utilità Sociale. Numeri che secondo l’ex Ministro allo Sviluppo Economico ed oggi vertice della Farnesina Luigi Di Maio dimostrerebbero “una voglia di sabotare lo strumento”.

E proprio partendo da quei numeri in questi giorni sono numerosi gli esponenti del Movimento 5 Stelle che chiedono ai Comuni dei propri territori di attivare i PUC.

Invidia: “Reddito criticato perchè innovativo”

Tra questi anche il varesino Niccolò Invidia:

“In provincia di Varese sono ben 7.543 i nuclei familiari che percepiscono il Reddito di Cittadinanza. Ad oggi però solo alcuni comuni della provincia (400 in tutta Italia) si sono attivati con i Progetti di Utilità Collettiva previsti dalla Legge per impiegare dignitosamente i percettori del reddito di cittadinanza in lavori utili alla collettività. Il Reddito di cittadinanza è una misura molto criticata, soprattutto perché innovativa per il nostro Paese, ma ha dato fin da subito risultati positivi. A fronte di tanto impegno sono pochi i comuni solerti della nostra provincia che hanno approvato e attivato i regolamenti che prevedono l’utilizzo di tale forza lavoro. Per questo esorto ogni istituzione a fare la propria parte per far funzionare al meglio il reddito di cittadinanza, ora tocca ai Comuni attivarsi”.

La Fase 2 in stallo, i Comuni idem

C’è poi il problema del lavoro. Invidia fa sapere che “ad oggi, nonostante il lockdown e la crisi conseguita, sono 200mila i lavori creati per i percettori del reddito”. Guardando ai dati sui percettori del Reddito forniti dall’Inps, risulta quindi che solo il 6% scarso dei beneficiari (2.926.334, con un importo medio di 561 euro ciascuno) abbia effettivamente trovato lavoro con la misura. Ma Invidia è positivo: “Dato – continua – che il M5S vuole sicuramente migliorare anche grazie all’utilizzo dell’app, che permetterà un controllo incrociato tra i dati dei percettori del reddito e le offerte di lavoro, permettendo così il loro reinserimento nel modo del lavoro”. Applicazione per la cui realizzazione era appunto stata incaricata l’Anpal, che la dava inizialmente per già pronta dovendo mutuarne una simile realizzata in Massachusetts e di cui, come detto, non c’è traccia.

Tanto che a settembre il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha passato la “palla” al Ministro per l’Innovazione Tecnologica Paola Pisano.

“Il reddito è quindi una misura che funziona su molti livelli istituzionali – conclude il deputato pentastellato – dunque occorre che mentre il governo mette in atto la Fase 2 (e quindi il sistema di matching domanda-offerta), i comuni lavorino ad attivare i PUC“.

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