Agricoltura

Immigrati nei campi? Rolfi: “No a sanatoria, lavoro a disoccupati e percettori del Reddito di Cittadinanza”

L'assessore regionale: "Gli immigrati clandestini vanno rimpartiati, non regolarizzati"

Immigrati nei campi? Rolfi: “No a sanatoria, lavoro a disoccupati e percettori del Reddito di Cittadinanza”
Varese, 05 Maggio 2020 ore 13:53

L’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi respinge la proposta del Governo di regolarizzare 600mila immigrati per farli lavorare nei campi.

Immigrati nei campi, Rolfi: “Prima i nostri disoccupati”

“L’agricoltura ha bisogno dei voucher per regolarizzare i lavoratori stagionali, sburocratizzare il sistema e rendere la vita semplice alle aziende. Il lavoro va dato ai nostri disoccupati e ai beneficiari del reddito di cittadinanza”.

L’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia Fabio Rolfi chiude così alla proposta del Governo di regolarizzazione di 600mila immigrati per far fronte alla carenza di manodopera nelle aziende agricole del Paese.

“No alla maxi sanatoria – ha continuato – di immigrati clandestini. Nessuno si permetta di utilizzare l’agricoltura per raggiungere un obiettivo ideologico e di bandiera. Il settore ha bisogno di concretezza e se qualche partito è in cerca di visibilità, la trovi altrove”.

“Gli irregolari siano rimpatriati non regolarizzati”

Quella di dirigere verso i campi chi percepisce i Reddito di Cittadinanza e chi non ha un’occupazione è una proposta bipartisan, lanciata nelle scorse settimane anche dal Presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

“Gli immigrati irregolari – ha aggiunto Rolfi – vanno rimpatriati, non regolarizzati. Mentre in Italia qualcuno pensa a sanatorie per 600.000 extracomunitari, una popolazione pari a tre volte la città di Brescia, in tutti gli altri Paesi i Governi sono impegnati a promuovere il lavoro in campagna tra studenti e disoccupati. Chiedo al mondo agricolo di non prestarsi a strumentalizzazioni politiche e a non supportare scelte ideologiche che pagheremo in futuro in termini di costi sociali e di sicurezza pubblica. Al lavoro agricolo – ha concluso l’assessore Rolfi – va data dignità, sia economica che culturale, per renderlo ancora più attrattivo”.

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