Ripresa

Seconda tappa a Varese per il Piano Lombardia. Fontana: “160 milioni per il territorio”

Il presidente della Regione ha anticipato anche nuovi investimenti entro il 2023 e annunciato: "Tutta la Regione deve essere una 'smartland' con le stesse opportunità"

Seconda tappa a Varese per il Piano Lombardia. Fontana: “160 milioni per il territorio”
Varese, 05 Ottobre 2020 ore 14:19

Il presidente della Regione Attilio Fontana è intervenuto a Varese per la seconda tappa di presentazione del ‘Piano Lombardia’ il piano di investimenti da 3,5 miliardi (per realizzare opere dal valore complessivo di 5,5 miliardi) con interventi da realizzare tra il 2020 e il 2023. Sono destinati al rilancio dell’economia, delle imprese e dei territori che hanno sofferto a causa dell’emergenza Covid.

Dal Piano Lombardia 160 milioni per la provincia di Varese

Alla provincia di Varese, ha spiegato il presidente, vanno risorse per oltre 160 milioni di euro, di cui 38,4 già anticipati ai 138 Comuni e alla Provincia. Serviranno per finanziare 295 progetti di opere pubbliche presentati nell’ambito dello sviluppo sostenibile, dell’efficientamento energetico e dell’infrastrutturazione digitale. Tutti progetti che devono essere cantierabili entro il 31 ottobre.

Oltre a ciò, il territorio di Varese ha beneficiato anche di 1.840.620 euro nell’ambito del bando Piccoli Comuni: fondi assegnati a 49 enti locali e a una Unione di Comuni; altri 5.544.337 di euro provengono dal bando Dissesto in difesa del suolo nel territorio dell’Insubria (con la provincia di Como) che ha interessato 46 progetti in quella di Varese; 1.285.714 euro del Fondo di sviluppo delle valli prealpine sono destinati alle due Comunità montane (Piambello e Valli del Verbano); 3 milioni provengono dal bando Interventi emblematici maggiori promosso da Fondazione Cariplo.

Nuovi investimenti entro il 2023

Alla serie di incontri che il presidente ha avuto con i sindaci del territorio e con gli esponenti delle categorie imprenditoriali, hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, coordinatore del Tavolo territoriale di Varese, consiglieri regionali e esponenti delle istituzioni locali.

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“Inoltre – ha proseguito il presidente – entro il 2023 altri 122 milioni di euro saranno dedicati ad altri progetti di sviluppo del territorio, in base a un’agenda di impegni concreti con risorse e tempistiche certe e precise, a garanzia di territori e cittadini”.

“Nello specifico – è entrato nel dettaglio il governatore –  parliamo di risposte a esigenze emerse nei Tavoli territoriali: Alptransit, che fa parte del corposo pacchetto della mobilità transfrontaliera e annovera la recente inaugurazione del tunnel di base del Monte Ceneri, cui vanno 15 milioni; la rete provinciale integrata di ciclovie che avrà 12 milioni; 11 vanno per le infrastrutture ferroviarie; 10 per il terminal intermodale di Busto Arsizio; 1,5 milioni per il raccordo A8-Varese centro; 930.000 euro per la bretella di Varese; 770.000 euro per il Piano d’Area di Malpensa puntando sul rilancio economico e produttivo dello scalo; 350.000 euro per l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst) Lago di Varese e 100.000 euro per lo sviluppo turistico che si aggiungono a quelli per la Via del Lucomagno, per l’AdP Casa Macchi a Morazzone“.

“Il tutto senza dimenticare  – ha aggiunto – l’Accordo di Programma del Teatro di Varese, per il quale la Regione ha stanziato 20 milioni di fondi propri e che conta anche 9,425 milioni del Patto Lombardia; tra le opere, anche il terzo lotto dell’ospedale del Ponte di Varese, destinato a diventare ‘Polo della mamma e del bambino’ con lavori in più anni garantiti da contributo regionale. L’Asst Sette Laghi avrà già nel 2020 i fondi per la progettazione”.

Il problema delle aree dismesse

Impegno della Regione anche sul recupero delle aree dismesse che rappresentano una fonte di degrado per gran parte dei Comuni della provincia di Varese. Nei 138 Comuni della provincia di Varese, 92 risultano infatti avere zone produttive dismesse per un totale di 373 aree. Dal 2019 al 2020 comunque si è registrata la crescita delle aree rigenerate (nel 2020 21 in più del 2019). Crescono anche i numeri delle aree in corso di rigenerazione (31 contro 24) e di quelle parzialmente rigenerate (11 rispetto alle 9 del 2019). Scendono quindi a 267, rispetto alle 297 censite nel 2019. Delle 373 aree produttive dismesse, 117 (il 31,4%) sono interessate da processi di bonifica. Con 38 aree bonificate e 16 in corso di bonifica”.

“Abbiamo dato una serie di risposte – ha aggiunto il presidente – a specifiche necessità per lo sviluppo complessivo del territorio, privilegiando la rapidità nell’erogazione dei fondi: la crisi morde e noi vogliamo far capire che le Istituzioni, la Regione Lombardia in primis, sono pronte per aiutare l’economia reale“.

“Investimento senza precedenti”

Il ‘Piano Lombardia’, varato durante l’emergenza Covid e plasmato nelle settimane successive, è stato predisposto con l’obiettivo di sostenere la ripresa economica e sociale, garantisce un impegno economico da parte della Regione e che interessano tutti i settori di azione di Palazzo Lombardia. “Si tratta di un investimento senza precedenti in opere pubbliche che – ha specificato il presidente di Regione Lombardia – ha già generato oltre 3.000 progetti i cui lavori saranno avviati entro il 31 ottobre. Quello di oggi è solo un inizio: dopo aver ascoltato nei Tavoli territoriali le voci di quanti lavorano, amministrano le nostre realtà, producono, il tour di presentazione del ‘Piano Lombardia’ rappresenta il momento per portare le prime risposte concrete, con l’impegno di incrementare gli interventi tra il 2021 e il 2023 con ulteriori risorse. Abbiamo voluto anche compiere un grande sforzo verso la semplificazione per consentire a cittadini e imprese di ripartire con nuove energie lasciando liberare le idee con maggiore facilità”.

“Milano senza la Lombardia non sarebbe Milano”

“La Lombardia – ha concluso – è una comunità coesa: se tutti lavoreremo insieme torneremo ad essere punto riferimento non solo in Italia ma in Europa. Vogliamo che tutta la regione sia una ‘smartland’: ogni parte del nostro territorio deve avere uguali opportunità  di sviluppo come tutte le altre. Milano è importante ma da sola, senza la Lombardia intorno, non potrebbe vantare i primati che le vengono riconosciuti”.

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