Ripartenza

Primo bilancio di Fase 2: il 20% dei bar varesini ha riaperto con l’asporto

Ripartenza con l'asporto soprattutto tra le attività a conduzione famigliare. Il presidente provinciale Fipe: "Non basta, servono meno tasse e maggiori contributi"

Primo bilancio di Fase 2: il 20% dei bar varesini ha riaperto con l’asporto
Varese, 06 Maggio 2020 ore 09:31

Fase 2 in provincia di Varese: un bar su 5 e un ristorante su 10 lunedì hanno riaperto adattandosi al servizio d’asporto.

Fase 2, c’è chi riapre

Via libera da lunedì al servizio d’asporto ma non basta. Anche in provincia di Varese c’è chi ha deciso di riaprire i battenti dopo quasi due mesi di chiusura: il 20% dei bar e il 10% di pizzerie e ristoranti è tornato al lavoro in linea con quanto concesso dall’ultimo DPCM. Ma potrebbe non bastare, perchè tra la chiusura forzata e i mancati introiti, uniti all’inevitabile calo dei clienti, la riapertura difficilmente coinciderà con una ripresa finanziaria per quelle attività.

LEGGI ANCHE: Fase 2, negozi chiusi: protesta dei commercianti di Tradate e Abbiate VIDEO

Chi ha riaperto

I dati sono quelli raccolti da Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

“Per il momento – spiega Giordano Ferrarese, presidente provinciale e consigliere nazionale Fipe – l’asporto è stato attivato soprattutto dalle attività a conduzione famigliare, ma so che altri si stanno organizzando e che entro il fine settimana, in previsione del week-end della Festa della Mamma, la percentuale delle adesioni si alzerà sensibilmente”.

“Non basta, serve ben altro”

Come detto il ritorno al lavoro con questa nuova modalità, che dovrebbe proseguire fino al primo giugno, difficilmente compenserà perdite e mancati guadagni, rischiando di finire per rimandare solo di qualche tempo la crisi del settore:

Ben venga questa ‘concessione’, ma per non morire servono contributi a fondo perso e la sospensione di imposte e tasse rifiuti – aggiunge Ferrarese – Ribadisco la necessità della sospensione, e non della proroga, per tutto il 2020 di tasse e imposte comunali. A ciò vanno poi aggiunti dei contributi statali a fondo perso che ci consentano ad esempio di pagare gli affitti dei locali e di applicare tutte le norme di carattere igienico-sanitario che saremo chiamati a rispettare, a tutela nostra e dei clienti”.

Interventi, per quanto riguarda i tributi locali e la cancellazione del plateatico, che alcune Amministrazioni hanno già accolto come a Varese e a Tradate ma sul tavolo Fipe ha posto altre richieste, tra cui quella di  potere tornare a usufruire dei voucher, quelli adottati fino al 2016 per evitare che si perdano decine di migliaia di posti di lavoro oggi impegnati nel settore dell’Ho.Re.Ca.

TORNA ALLA HOME

Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
ANCI Lombardia