Vaccino in arrivo

Vaccino Covid, Sette Laghi esclusa dalla Fase 1, Saronno invece c’è. Il Piano di Regione

Fervono i lavori di preparazione per l'avvio della campagna vaccinale contro il coronavirus. Durata stimata: 21 mesi

Vaccino Covid, Sette Laghi esclusa dalla Fase 1, Saronno invece c’è. Il Piano di Regione
Cronaca Varese, 22 Dicembre 2020 ore 19:21

Inserita tra i 65 centri Hub per lo stoccaggio delle fiale, l’Asst dei Sette Laghi non è però coinvolta nella prima fase di distribuzione del vaccino Covid.

Vaccino Covid, Valle Olona c’è, Sette Laghi no

Errore della Regione o “ritardo” nella Sette Laghi non si sa. Fatto sta che l’azienda sanitaria di Varese non riceverà da subito le fiale prodotte da Pfizer, a differenza degli ospedali dell’Asst Valle Olona (Saronno, Busto Arsizio e Gallarate). Salvo modifiche del Piano Regionale nei prossimi giorni, tutti gli ospedali varesini dovranno aspettare per l’entrata in campo. Il problema potrebbe riguardare la mancanza dei frigoriferi necessari allo stoccaggio delle dosi, che dovranno permettere la conservazione a una temperatura di circa -80 gradi.

L’anticipo della campagna vaccinale reso possibile dalle rapide approvazioni del vaccino da parte della FDA americana e dall’EMA europea ha infatti costretto a “dividere” in due “sottofasi” la prima fase: una prima con solo una parte degli Hub, quelli già pronti a ricevere le scatole con le fiale e a conservarle, e una seconda con tutti i 65 centri e i 640 punti “spoke” per la distribuzione.

Quasi due anni per la campagna

Come anticipato la scorsa settimana dal Direttore Sanitario Giuseppe Catanoso a gennaio ci sarà l’inizio della controffensiva al virus ma certo non la fine dell’emergenza: vaccinare l’intera popolazione, o comunque una percentuale abbastanza alta da garantire l’immunità di gregge, richiederà diversi mesi. Nel Piano Vaccinale Nazionale diffuso da Regione Lombardia, scaricabile in fondo all’articolo, si parla di 21 mesi. 

Le tappe

L’acquisto dei vaccini dai diversi produttori, come noto, è stato centralizzato dalla struttura emergenziale che fa capo a Domenico Arcuri. 202milioni le dosi previste in Italia, che saranno somministrate gratuitamente alla popolazione su base volontaria (anche se, si legge, “ci sarà una rivalutazione ad “aprile”).

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In Lombardia saranno consegnate come già comunicato 306mila dosi con la prima tranche, le prime 1620 il 27 dicembre per il Vaccine Day “simbolico”.

L’inizio della campagna vera e propria, con la somministrazione a medici, infermieri, volontari dell’emergenza-urgenza, ospiti e personale delle Rsa, dovrebbe iniziare il 4 gennaio. Una coorte ridotta, che permetterebbe di attendere il programma informativo attualmente ancora in fase di preparazione al Ministero che dovrà gestire l’organizzazione delle somministrazioni.

Poi si passerà ai “grandi anziani”, gli over 80, e successivamente alle forze dell’ordine, insegnanti, lavoratori dei servizi pubblici essenziali e lavoratori che non possono operare in smart working. Solo in estate le dosi saranno a disposizione del resto della popolazione.

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Due somministrazioni

La grossa difficoltà sta nella logistica. Il vaccino Pfizer, consegnato direttamente dall’azienda farmaceutica, va conservato a temperature prossime ai -75 gradi fino a poche ore prima della somministrazione. Da ciascuna fiala, una volta diluita, si potranno ottenere sette dosi (il 40% in più di quanto previsto inizialmente). Dopo la prima iniezione, sarà necessaria una seconda per il richiamo, a distanza di 19-23 giorni.

Il documento del Piano Vaccinale Nazionale e Regionale

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