Ats si prepara

In provincia di Varese e Como 50mila dosi di vaccino anti-Covid

Ats e Regione al lavoro per gli aspetti logistici. Il Direttore Sanitario: Ci vorranno mesi e mesi per vaccinare tutti, con le prime dosi non finisce la battaglia"

In provincia di Varese e Como 50mila dosi di vaccino anti-Covid
Cronaca Varese, 18 Dicembre 2020 ore 14:18

Delle circa 300mila dosi che saranno consegnate nella prima tranche alla Lombardia, 50mila fiale di vaccino anti-Covid saranno dirette alle province di Varese e Como.

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Vaccino anti-Covid, ci si prepara

Mentre il commissario per l’emergenza Arcuri presenta gli stand a forma di primula per la distribuzione del vaccino anti-Covid, in Ats Insubria come nelle altre della Lombardia si lavora per organizzare le prime somministrazioni. La data fissata al momento per l’avvio è quella del 15 gennaio ma questa potrebbe anche essere anticipata di qualche giorno e, ormai sicuramente, sarà preceduto dall’avvio “simbolico” con le prime dosi entro la fine dell’anno, in contemporanea in tutt’Europa.

“Lunedì l’Ema (l’Agenzia Europea del Farmaco, ndr) dovrebbe dare il suo ok sul vaccino Pfizer e credo che in meno di due giorni dovrebbe arrivare poi quello dell’Aifa. A quel punto – ha spiegato il Direttore Sanitario Giuseppe Catanoso – i container con le prime dosi dovrebbero arrivare al magazzino nazionale di Pratica di Mare e da lì partire verso le regioni”.

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Logistica in definizione

La domanda che tutti si fanno è come ci si organizzerà per la somministrazione. Il primo vaccino in arrivo, quello Pfizer, richiede temperature di conservazione prossime ai -80 gradi centigradi, non certo quelle di un frigorifero qualsiasi. “Sono stati acquistati dei freezer appositi, che si sommano a quelli già presenti nelle Asst, e messe a punto delle celle frigo per la conservazione – ha fatto sapere Catanoso – e intanto si sono definiti alcuni centri HUB e altri sono stati ‘declassati’ a Spoke”. Le attività di somministrazione saranno quindi coordinate da Ats ma, a differenza dell’antinfluenzale, la gestione operativa sarà interamente in mano alle aziende ospedaliere.

“Per quanto riguarda il dove, dipenderà dal tipo di vaccino che avremo – ha aggiunto il Direttore Sanitario – Con quello Pfizer ad esempio è difficile pensare a una vaccinazione di massa e capillare sul territorio, vista la difficoltà di conservazione. Il Ministero della Salute ha comunque previsto l’acquisto di decine di milioni di dosi di vaccino da altre aziende che hanno una maneggiabilità più semplice. La definizione del ‘dove’ poi andrà anche in funzione della stagione: se in estate e primavera possiamo pensare di usare grossi spazi all’aperto, come gli stadi, in inverno ovviamente no”.

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Prime dosi ai “soldati” in camice

Quindi, 300mila dosi attese in Lombardia a gennaio di cui 50mila tra Como e Varese. Che corrispondono, si ricorda, a un numero di vaccinati pari alla metà dato che è necessaria la somministrazione con richiamo del vaccino.

“Dev’essere chiaro che ci vorranno mesi e mesi per vaccinare la popolazione, quindi non si deve pensare che a gennaio con le prime somministrazioni sia tutto finito – avverte Catanoso – Siamo in attesa che il Ministero comunichi a ciascuna regione quantità e tempi di consegna delle dosi ma per ora abbiamo una certezza: i primi a riceverle saranno sanitari, dipendenti e pazienti delle Rsa, poi si procederà con medici di medicina generale, pediatri e tutti quelli che da quasi un anno sono i nostri ‘soldati’ impegnati in prima linea in questa battaglia. La priorità è proteggere loro quanto prima”.

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