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Vaccini

Sei trombosi e un decesso su 7 milioni: gli Usa sospendono Johnson&Johnson, l’Europa aspetta

Riunione nel pomeriggio al Ministero della Salute. Oggi erano attese le prime 184mila dosi in Italia

Sei trombosi e un decesso su 7 milioni: gli Usa sospendono Johnson&Johnson, l’Europa aspetta
Cronaca Varese, 13 Aprile 2021 ore 16:08

Sono attese per oggi le prime 184mila dosi per l’Italia del vaccino Johnson & Johnson, l’unico finora con formula monodose in grado di fornire immunità al coronavirus dopo un’unica somministrazione. Da Oltreoceano però una notizia che rischia di frenare, ulteriormente, la campagna vaccinale europea ed italiana. L’azienda ha annunciato un rinvio ella distribuzione in Europa.

Gli Usa Sospendono il vaccino Johnson&Johnson

Stop alle somministrazioni in tutti i centri federali: la FDA (l’equivalente statunitense dell’Ema) e i Center of Disease Control americani hanno sospeso “in via precauzionale” le inoculazioni di vaccino Johnson&Johnson. La decisione, non dissimile a quella assunta dall’Aifa con AstraZeneca alcune settimane fa, è arrivata in seguito alla segnalazione di sei casi di rare trombosi su circa 7 milioni di cittadini vaccinati, di cui uno letale, comparsi a 14 giorni dall’inoculazione. Tutti e sei i casi in donne fra i 18 e i 48 anni.

Riunione a Roma

La notizia ha subito gelato l’Italia, oggi aveva ricevuto le prime 184mila dosi ora bloccate all’hub di Pratica di Mare. Alle 16.30 è previsto un incontro fra i rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Agenzia italiana del farmaco, dell’Iss e del Cts. Ma lo stop precauzionale deciso dagli Stati Uniti potrebbe portare a un rinvio delle consegne da parte della multinazionale farmaceutica e forse anche alle prime dosi da parte delle agenzie del farmaco europee che preferirebbero evitare quanto già avvenuto con AstraZeneca.

Mentre per gli USA lo stop al vaccino Johnson&Johnson non rappresenta un problema nell’ambito della campagna vaccinale, basata quasi interamente su Pfizer e Moderna, per il Belpaese invece sì. Entro fine giugno ci si aspettano circa 7 milioni di dosi, equivalenti ad altrettanti vaccinati, e quello di J&J era il vaccino destinato, con tutta probabilità, alla somministrazione nelle farmacie per la possibilità di essere conservato per lunghissimo tempo a normali temperature da frigorifero.

Come AstraZeneca?

Come si può notare dai numeri, i casi sospetti segnalati alla FDA, ammesso che sia confermato un legame col vaccino, sono comunque rarissimi. Ma se fossero confermati, non è da escludere che sia proprio il tipo di vaccino, in qualche modo, la causa: anche Johnson & Johnson infatti come AstraZeneca sfrutta un adenovirus vettore (AstraZeneca di scimpanzè, J&J di gorilla) che “trasporta” alcuni pezzi inattivi del Sars Cov 2 così da farli riconoscere al sistema immunitario e prepararlo nel caso venisse a contatto del coronavirus “intero”. Un sistema diverso da quello di Pfizer e Moderna, che invece si basano sull’RNA messaggero e non su un agente virale vettore.