Il viaggio

Sei amici e un’avventura a due ruote attraverso l’Europa dell’Est

La passione per le moto li ha uniti sin da giovani e anche ora che hanno qualche capello bianco in più non li ha abbandonati: insieme, anno dopo anno, hanno girato per tutta l'Europa

Sei amici e un’avventura a due ruote attraverso l’Europa dell’Est

Sei amici e una grande passione, quella per le due ruote, che li ha portati da Venegono Inferiore a vivere ancora una volta un’avventura oltre i confini di cinque nazioni, alla scoperta di un’Europa meno turistica ma dall’impagabile fascino.

Sei amici, cinque Paesi, un viaggio

“Quest’anno abbiamo deciso di affrontare l’Europa dell’Est”, spiega Roberto Ceriani facendosi portavoce del gruppo composto da Massimo Borsani, Marco Barbaglia, Pietro Tenti, Fausto Castelli e Nadio Sartori.

“Siamo partiti il 31 maggio da Venegono Inferiore alla volta dell’Austria, nostra prima tappa. Il viaggio è proseguito per le due settimane successive e ci ha portato ad attraversare la Repubblica Ceca, la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria, per un totale di 3.197 km e quasi 60 ore di guida in sella alle nostre fedeli compagne di viaggio. Avevamo avuto modo di vedere alcuni di questi luoghi vent’anni fa e li abbiamo ritrovati completamente cambiati, la città di Sarajevo ad esempio”.

In sella in tutt’Europa

Non è il primo, avventuroso viaggio del gruppo di amici venegonesi, che nel corso degli anni hanno avuto modo di attraversare in sella alle loro due ruote l’intero continente, da Capo Nord alla Sardegna, dal Portogallo alla Polonia.

“L’amore per le moto ci ha unito fin da ragazzini, quando ci spostavamo da Venegono a Somadeo per provare i nostri mezzi e sentire quel senso di libertà che tutti i motociclisti ben conoscono – raccontano – Crescendo le nostre strade hanno preso direzioni differenti, ma questa passione ci ha permesso di ritrovarci poi da adulti. Anche adesso, con qualche anno e qualche capello bianco in più, la nostra amicizia è rimasta come allora. Rispetto ai viaggi precedenti, questa volta abbiamo lasciato da parte le autostrade e abbiamo dedicato molto più spazio alla visita delle città e dei luoghi simbolo della nostra storia europea. Non abbiamo soltanto osservato il paesaggio cambiare, ma abbiamo avuto modo di vivere delle esperienze che ti entrano nella pelle e che porti con te anche una volta tornato a casa”.