Astronomia

Al Grassi col GAT: “L’eredità di Carl Sagan”

A 30 anni dalla sua scomparsa, una serata per raccontarne la figura e l'impatto che ha avuto sul mondo della scienza e dell'astronomia

Al Grassi col GAT: “L’eredità di Carl Sagan”

Lunedì 9 marzo al cinema Grassi di Tradate una nuova serata dedicata alla scienza e all’astronomia in compagnia del Gruppo Astronomico Tradatese. Protagonista sarà la figura di Carl Sagan.

Carl Sagan protagonista al Grassi

Il GAT rievocherà a la leggendaria figura di Carl Sagan a 30 anni dalla sua prematura scomparsa. Con lui nacque l’esobiologia ossia la ricerca di vita e di esseri intelligenti nell’Universo

Nella sua lunga storia il GAT ha sempre dato molta importanza agli anniversari scientifici, come motivazione ottimale per diffondere ed approfondire la conoscenza di eventi importanti e magari dimenticati.

“Il caso di Carl Sagan, mitico scienziato americano è assolutamente emblematico e potrebbe già essere riassunto in una delle sue famose frasi: ‘Il Cosmo è dentro di noi, in quanto siamo tutti fatti di materia stellare'”.

Lunedì sera a raccontare la figura di Sagan e le sue ricerche, sarà il dottor Giuseppe Bonacina, storico collaboratore del GAT che ha pubblicato negli ultimi anni alcune ricerche approfondite su questo tema.

Chi era Carl Sagan

Nato a New York il 9 novembre 1934, Carl Sagan si è laureato in Fisica alla Cornell University, ha firmato oltre 600 articoli scientifici e scritto una ventina di libri. È morto a Seattle il 20 dicembre 1996.

Più che uno scienziato in senso stretto, Sagan è stato un appassionato promotore e divulgatore di idee e progetti che, negli ultimi decenni del Novecento, hanno suscitato l’attenzione di governi, scienziati e opinione pubblica, come l’esplorazione dello spazio, la planetologia, soprattutto le scienze della vita e la ricerca di vita e intelligenze nell’Universo (la nascente astrobiologia).

Grazie ad alcuni importanti articoli su Marte e Venere, condivisi con il suo studente James Pollack (1938-1994), nel 1963 la Nasa coinvolge Sagan nel primo programma di esplorazione dei due pianeti con le sonde Mariner.

La popolarità di Sagan esplode grazie alla promozione negli anni 60 del SETI (Search for ExtraTerrestrial Intelligence), programma di rilevazione di segnali artificiali nella radiazione cosmica, al libro Intelligent Life inthe Universe del 1966, con testi suoi e dell’astrofisico sovietico Iosif Šklovskij (1916-1985) e alla conduzione di Cosmos nel 1980, spettacolare programma televisivo di astronomia spaziale.

L’invio nello spazio di messaggi che segnalano la nostra presenza nella galassia (quello grafico con le sonde Pioneer nel 1972 e 1973, quello
elettromagnetico dal radiotelescopio di Arecibo nel 1974 e quello multimediale con le sonde Voyager nel 1977) ne fanno un’icona contro l’oscurantismo scientifico.

A Sagan va il merito di aver convinto la Nasa nel 1990 a scattare dalla Voyager 1, prima dell’uscita dal sistema solare, l’iconica foto della Terra sospesa nello spazio, nota come Pale Blue Dot, un minuscolo puntino luminoso dove – diceva Sagan- è assurdo che gli Umani continuino a combattersi.

Va riconosciuto che, sia nella ricerca che nella divulgazione, il visionario Sagan è sempre stato animato da onestà intellettuale e scientifica e dall’ottimistica convinzione che il superamento del nostro “geocentrismo culturale” favorisse iniziative di conoscenza, progresso e socialità.