Educazione finanziaria: 4 concetti pratici da applicare subito

Educazione finanziaria: 4 concetti pratici da applicare subito

La gestione delle finanze personali è una competenza fondamentale che prescinde dal livello di reddito o dalla professione svolte. Spesso si commette l’errore di credere che una corretta gestione del denaro richieda delle competenze matematiche avanzate o una preparazione specifica nel settore economico.

La realtà dimostra, invece, che il successo finanziario dipende in larga misura dal comportamento e dalla capacità di applicare con attenzione alcune regole di base. Il denaro deve essere inteso come una risorsa necessaria per raggiungere alcuni obiettivi e per garantire stabilità, ma senza una direzione precisa rischia di disperdersi in consumi non pianificati.

1. Il monitoraggio delle entrate e delle uscite

Il punto di partenza imprescindibile per qualsiasi strategia di crescita economica consiste nell’analisi oggettiva della propria situazione attuale. Molte persone tendono a sottostimare le proprie spese mensili, affidandosi a stime approssimative che raramente corrispondono alla realtà dei fatti.

Per riprendere il controllo, è necessario tracciare ogni singolo movimento finanziario, in entrata e in uscita, per un periodo di almeno tre mesi. Questo esercizio di rendicontazione serve a far emergere le abitudini di spesa reali e a identificare le aree di inefficienza. L’innovazione tecnologica nel settore bancario ha semplificato notevolmente questa operazione di tracciamento.

Chi gestisce le proprie finanze tramite un conto corrente online, ad esempio, ha spesso a disposizione strumenti di categorizzazione automatica che aggregano le transazioni per tipologia, in modo da avere una panoramica immediata su quanto viene destinato all’alimentazione, ai trasporti o allo svago.

2. La regola del 50/30/20 per una ripartizione equilibrata

Una volta acquisita la necessaria chiarezza sui flussi in uscita, bisogna stabilire un criterio per allocare le risorse che sia sostenibile nel lungo periodo. Tra i vari metodi a disposizione, la regola del 50/30/20 è molto utile per la sua capacità di sintetizzare le esigenze di bilancio in una struttura rigida, ma allo stesso tempo adattabile.

Consiste nel suddividere il reddito netto mensile in tre categorie distinte, assicurandosi che ogni euro guadagnato abbia una destinazione specifica e funzionale al benessere complessivo dell’individuo o della famiglia.

Secondo lo schema, il 50% delle entrate dovrebbe essere destinato alle necessità primarie (rientrano in questa voce i costi fissi come l’affitto o la rata del mutuo, le utenze, la spesa alimentare e le assicurazioni). Il 30% è invece destinato alle spese che, pur non essendo essenziali, migliorano lo stile di vita, come l’intrattenimento, la ristorazione, gli hobby e gli acquisti personali. Infine, il 20% restante dovrebbe essere accantonato per il risparmio o utilizzato per eventuali debiti pregressi.

3. Il fondo di emergenza per la liquidità

La pianificazione finanziaria deve tenere conto della gestione del rischio. Gli eventi imprevisti, come le riparazioni urgenti, le spese mediche non preventivate o i periodi di discontinuità lavorativa sono eventualità statisticamente probabili nel corso della vita. E, se non si ha una riserva di liquidità adeguata, ci si trova costretti a ricorrere al debito proprio nel momento di maggiore vulnerabilità.

Per ridurre questi rischi, è importante costituire un fondo di emergenza separato dal conto utilizzato per le spese quotidiane. Gli esperti consigliano di mettere da parte una somma pari a un importo che va da tre a sei mesi delle spese essenziali calcolate nella fase iniziale di monitoraggio.

4. Il valore del tempo e il meccanismo dell’interesse composto

Nell’ambito degli investimenti e della crescita patrimoniale, il fattore tempo assume una rilevanza superiore rispetto all’entità del capitale iniziale. Molti risparmiatori ritardano l’inizio del loro percorso di investimento in attesa di disporre di somme ingenti, ma bisogna pensare anche al funzionamento dell’interesse composto.

Questo principio finanziario stabilisce che gli interessi generati da un capitale, se reinvestiti, producono a loro volta nuovi interessi, innescando una crescita non lineare, ma esponenziale, del montante nel lungo periodo. Iniziare ad accantonare e investire anche piccole somme in giovane età permette di sfruttare pienamente questo meccanismo, ottenendo risultati finali spesso superiori rispetto a quelli di chi inizia a investire capitali maggiori ma in età più avanzata.