Dimissioni in Giunta a Venegono Superiore: Roberto Castiglioni lascia la delega all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici.
Venegono, Castiglioni lascia la Giunta
Dimissioni protocollate ieri pomeriggio, scritte a mano, e irrevocabili. Roberto Castiglioni lascia così la Giunta di Fabiano Lorenzin a due anni e mezzo dalla vittoria elettorale.
Certo, non un fulmine a ciel sereno: Castiglioni era stato fra i tre della maggioranza che, un anno fa, sono arrivati a un passo dalle dimissioni dal consiglio che, unite a quelle delle minoranze, avrebbero fatto cadere l’Amministrazione. Saltò tutto, ma la frattura fra l’ormai ex assessore, il sindaco e il resto della maggioranza appariva già insanabile. Ed evidente: nel primo consiglio comunale dopo la pausa estiva, Castiglioni aveva preso posto nel più estremo dei posti della maggioranza, e non come ci si aspetterebbe da un assessore all’immediata destra del primo cittadino.
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E’ il secondo assessore che lascia la Giunta. Il primo era stato quello al Bilancio, Paola Borghi, alla quale era stato il sindaco a revocare le deleghe perchè, si leggeva nell’atto di revoca, “venuto meno il rapporto fiduciario (…) per problemi politici e per difficoltà nella reciproca collaborazione, nonché per divergenze insanabili sulle linee programmatiche della giunta, che impediscono una collaborazione efficace e coerente ed un corretto svolgimento dell’incarico” (qui, invece, le parole di Borghi).
In consiglio comunale, la maggioranza ha poi perso Antonella Cafagna, alla quale il sindaco aveva tolto la delega alla Polizia locale, passata in opposizione e poi confluita nel gruppo di Centrodestra per Venegono.
“Non ci sono le condizioni”
Per il momento, Castiglioni si limita a rispondere con quanto scritto nella lettera di dimissioni:
“Non esistono in questo momento i presupposti per una continuazione serena del rapporto personale”.
Sul futuro in consiglio, invece, la decisione resta aperta. Castiglioni si è infatti dimesso da assessore, non da consigliere. Dove siederà? Con la maggioranza, o con l’opposizione come già fatto dalla consigliera Cafagna?
“L’etica mi imporrebbe di andare in minoranza, ma non ho ancora deciso”.