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Campagna vaccinale

“Vaccini, non è un problema di dosi: l’organizzazione così non funziona”

Il consigliere Astuti: "I sindaci di tutta la Lombardia e ogni colore hanno proposto luoghi di somministrazione territoriali. Li si ascolti"

“Vaccini, non è un problema di dosi: l’organizzazione così non funziona”
Politica Varese, 19 Aprile 2021 ore 16:04

Il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti entra a gamba tesa sul tema della campagna vaccinale in Lombardia, attaccando il “mantra”, come lui stesso lo definisce, del “non ci danno abbastanza dosi”: “Ce n’è mezzo milione fermo, il problema è l’organizzazione”.

Vaccini in Lombardia, le dosi a disposizione sono davvero un problema?

“Potremmo vaccinare di più ma non abbiamo le dosi”. Una dichiarazione che da mesi viene ripetuta continuamente dalla Regione ogni volta che si commentano in numeri della campagna vaccinale in Lombardia, ma è davvero così?

Per prima cosa, guardiamo i numeri: da inizio campagna la Lombardia ha ricevuto complessivamente 2.831.730 dosi e ne ha somministrate l’82%, 2.390.187. Il meno utilizzato resta AstraZeneca al 73%, seppur con un incremento dovuto al cambio di rotta della strategia nazionale (avanti solo per classe anagrafica con l’utilizzo di AstraZeneca).

Numeri che secondo il consigliere regionale Pd Samuele Astuti, intervenuto nel podcast settimanale del Gruppo Pd Lombardia, “inchiodano” la Regione:

“Il trend di crescita delle vaccinazioni continua ad essere costante ma non abbiamo avuto accelerazione che ci aspettavamo. Il dato importante da tenere sott’occhio è quello delle giacenze: nelle ultime settimane abbiamo una giacenza media di circa mezzo milione di dosi, decisamente sovradimensionato”.

“Il problema è organizzativo”

“Quando parliamo di campagna vaccinale dobbiamo tenere conto di diversi aspetti: prenotazione, luoghi e persone a disposizione e numero vaccini – ha continuato Astuti – Finalmente c’è stato uno sblocco, aver abbandonato la piattaforma Aria ha reso tutto più semplice, ci sono ancora intoppi importanti ma fatto un passo in avanti. La difficoltà invece è organizzativa, con i centri individuati dalla Regione non ben dimensionati sui territori e persone che quindi si devono spostare di parecchio, oltre al ritardo nelle vaccinazioni ad esempio negli allettati”.

“Servono più luoghi di somministrazione”

“Se anche dovessimo aumentare il numero di dosi a disposizione non avremmo la capacità organizzativa per aumentare le somministrazioni – rimarca il consigliere – E lo sapevano da tempo, perchè è la piattaforma di Poste che non permette di andare oltre certi numeri, infatti le prenotazioni arrivano a metà maggio. Il problema più grosso è di aver prima scelto e poi in parte smentito come strategia unica quella dei centri massivi. Sono importantissimi ma non possono essere l’unico luogo di somministrazione, dobbiamo aumentare i luoghi e da questo punto di vista i sindaci lombardi di ogni colore si sono messi a disposizione e allestito spazi che o non sono stati utilizzati o sono stati utilizzati pochissimo. Invece dobbiamo aumentare i luoghi di somministrazione.

Mi aspetto che Fontana e Moratti finalmente permettano l’apertura di centri vaccinali di piccole dimensioni anche in zone diverse da quelle già identificate e che diano fondo alle scorte importanti di vaccini che abbiamo”.