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“La Regione non chiuda il centro vaccinale di Misinto”

Via i centri minori, avanti con gli hub. Ma anche nelle Groane, come nel Comasco, c'è chi dice no. Il silenzio invece dai sindaci della Lega

“La Regione non chiuda il centro vaccinale di Misinto”
Politica Groane, 14 Aprile 2021 ore 09:56

Era stata una delle prime risposte del territorio alla volontà di dar vita a una campagna vaccinale diffusa, vicina ai cittadini. Ora la Regione vuole chiudere il centro vaccinale di Misinto realizzato dai Comuni insieme alla Croce Rossa. Le liste civiche di Ceriano, Cogliate, Misinto e Lazzate: “Scelta sbagliata e inaccettabile”.

Centro vaccinale di Misinto verso la chiusura, le civiche si oppongono

Avanti con gli hub, verso la chiusura e centri vaccinali minori. Lo si è visto nel Comasco, dove si è subito alzata la protesta dei sindaci a difesa dei punti vaccino a Menaggio e a Cantù, lo si è visto a Desio (dove la Regione ha deciso di chiudere quello in attività al PalaBancoDesio per aprirne un altro a Carate) e lo si è letto nella preoccupazione per la chiusura di quello all’ospedale di Tradate.

Un cambio di direzione da parte di una regione che nel frattempo ha siglato i protocolli per la somministrazione diffusa nelle farmacie, negli ambulatori, nelle aziende e ora intende farlo anche nelle palestre.

Ora anche Misinto rientra nella lista dei centri da chiudere, dopo mesi di servizio per i Comuni delle Alte Groane. Ma anche qui cresce l’opposizione, guidata dalle liste civiche dei quattro Comuni coinvolti: Orizzonte Comune Ceriano Laghetto, Uniti per Cogliate, Insieme per Misinto, Lazzate In Movimento.

“Grazie al centro per le vaccinazioni allestito a Misinto è stato possibile garantire ai cittadini un servizio efficiente e adeguato, evitando a molti nostri anziani di subire i disagi della gestione regionale della campagna vaccinale, ormai caratterizzata da continui ritardi ed errori – ricordano le civiche in una nota congiunta – Vogliamo pertanto rimarcare l’utilità di questo centro e ringraziare tutti i soggetti che ne hanno permesso la realizzazione e il funzionamento, in primo luogo i medici di medicina generale aderenti, l’organizzazione della Croce Rossa Italiana Comitato Alte Groane, la Protezione Civile e tutti i volontari impegnati. È importante sottolineare anche l’aspetto della collaborazione tra diverse Amministrazioni comunali, elemento che certamente ha rafforzato l’obiettivo”.

Più centri di prossimità

Secondo le civiche, “è inaccettabile e completamente sbagliata la scelta di Regione Lombardia di chiudere questo centro, insieme ad altri centri sparsi sul territorio, come ad esempio quello allestito presso il PalaBancoDesio, puntando per le fasi successive della campagna vaccinale su pochi grandi hub”.

“Riteniamo che la strada corretta sia piuttosto quella di mantenere e ampliare i centri di prossimità, che possono garantire una campagna diffusa e capillare, offrendo un servizio vicino ai cittadini e mettendo in moto una serie di risorse umane ed energie presenti sul territorio, a partire da tutta la rete del volontariato”.

Il silenzio delle Amministrazioni Lega

A differenza però di quanto avvenuto a Desio o nel Comasco, le Amministrazioni sembrano abbastanza silenti sulla chiusura del centro che per prime avevano spinto e promosso.

“Ci ha molto stupito e amareggiato l’atteggiamento delle Amministrazioni leghiste dei nostri Comuni rispetto a questa vicenda. Non hanno mancato di intestarsi tutti i meriti della realizzazione del centro, arrivando persino a contestare con supponenza altri Comuni che rivendicavano per il proprio territorio l’attivazione di un servizio analogo. Allo stato attuale il centro non proseguirà l’attività: forse sarebbe più utile concentrare gli sforzi per ottenere un risultato diverso piuttosto che auto-incensarsi e dirsi di essere stati più bravi di altri sindaci.

Quando la giunta regionale ha stabilito la chiusura di questi centri in favore degli hub, molti sindaci della Provincia si sono attivati e hanno scritto una lettera a Bertolaso e Moratti. Questo appello è stato sottoscritto da sindaci di centrosinistra e centrodestra, dal PD a Forza Italia, ma non dai sindaci della Lega.

Non regge la giustificazione che tentano di dare, secondo cui non hanno avuto il tempo di visionare il contenuto della lettera. Sappiamo per certo che questa lettera è circolata per giorni tra i sindaci. E in ogni caso il sindaco Piuri di Misinto ha sottoscritto l’appello. Ci risulta difficile credere che non si siano confrontati su questo. Pur non nascondendo la contrarietà rispetto alla scelta della chiusura del centro, sembra che non si voglia prendere una posizione netta e forte.

C’è un evidente tentativo di difendere le scelte della Regione, forse non potendo o non volendo andare contro gli esponenti dello stesso partito che governano la Lombardia“.

Come sempre “mancano i vaccini”

“L’argomentazione dietro cui ci si nasconde è quella della ‘mancanza di vaccini’ – proseguono le civiche – Ma il punto è un altro: se vengono chiusi i centri di prossimità è perché politicamente si vuole perseguire il modello degli hub. Se la gente viene mandata a vaccinarsi a Lurate Caccivio, Paderno Dugnano, Saronno o Carate Brianza, i vaccini comunque ci sono“.

Vaccini che comunque non abbondano ma mancano: ad oggi, 14 aprile, nei magazzini lombardi ci sono circa 400mila vaccini non somministrati, di cui 250mila di AstraZeneca, con prossime consegne comunque in programma.

“Il problema è la governance incerta e non la presenza di vaccini che è un mero tema di produzione. Purtroppo la Regione finora ha mantenuto una strategia ondivaga e contraddittoria – proseguono – Noi crediamo che in questo momento si debba fare di tutto per ottenere la prosecuzione dell’attività del centro vaccinale di Misinto. Come dimostra la vicenda della lettera dei sindaci della Provincia, non si tratta di una questione politica. Non è il tempo dei ragionamenti di parte ma quello di una battaglia a difesa del territorio. Si dica chiaramente se si vogliono sostenere gli ordini di scuderia oppure una linea a difesa del bene dei cittadini attraverso un utile servizio di prossimità. Dalla velocità con cui si riuscirà a continuare la campagna dipende il successo della lotta al Covid e il superamento di questa fase pandemica”.

Noi ci siamo. Su questa vicenda riteniamo sia importante agire tutti nella stessa direzione. I sindaci dei nostri Comuni troveranno il nostro sostegno sulle iniziative a difesa di questo servizio e per il potenziamento del centro. Ma incontreranno la nostra contrarietà e critica sulle azioni propagandistiche che lasciano il tempo che trovano.