Diritti

Taglio dei contributi per i disabili gravi e gravissimi, Astuti (Pd): "Una vergogna inaccettabile"

Meno risorse per l'assistenza dei disabili gravi e gravissimi, tagliati soprattutto i fondi per i caregiver famigliari

Taglio dei contributi per i disabili gravi e gravissimi, Astuti (Pd): "Una vergogna inaccettabile"
Pubblicato:

“Una vergogna inaccettabile”.  Il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti definisce così il taglio dei contributi delle misure per i disabili gravi e gravissimi, deciso dalla giunta regionale il 28 dicembre scorso.

La Regione taglia i contributi per i disabili

Meno contributi, meno risorse dalla Regione per chi ha una disabilità grave o gravissima ed è costretto dunque a rivolgersi a professionisti o caregiver famigliari per la propria assistenza.

Un taglio deciso all'unanimità dalla Giunta Regionale il 28 dicembre relativamente alle misure B1 e B2, quelle che storicamente, fa notare l'AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), "hanno sempre garantito un contributo mensile per valorizzare l’assistenza fornita dal caregiver familiare".

Un taglio che era nell'aria per gli "addetti ai lavori", e che l'associazione, come altre, aveva cercato di scongiurare presentando delle proposte alternative.

"Speravamo di chiudere l’anno con una notizia che ci infondesse fiducia per il futuro. Invece, questa decisione di Regione Lombardia metterà ulteriormente in difficoltà le nostre famiglie",  commenta Fulvia Massimelli, presidente nazionale AISLA, che continua:

"Ci troviamo di fronte non solo ad una delibera inadeguata, ma anche incoerente con i principi di libertà di scelta e che mortifica il lavoro di cura dei nostri cari che ci assistono quotidianamente, in silenzio e nella piena solitudine. Riteniamo questa scelta inaccettabile e auspichiamo una riconsiderazione della decisione”.

Numeri e tagli

Secondo l'associazione, il taglio deciso dalla Giunta Fontana "metterà in difficoltà più di 7.000 famiglie già duramente provate dalla malattia, di queste circa 1.000 con Sla".

Ed è proprio l'AISLA a fornire dati e numeri:

"Sono circa 11.000 le persone che in Lombardia convivono con una gravissima disabilità. Dal 2024, circa 3.000 di questi disabili gravissimi che vengono assistiti 'solo' dal caregiver familiare vedranno ridursi il sussidio da 650 a 400 euro mensili. Al pari, si stima che per le poco più di 250 persone che si trovano in una condizione di dipendenza vitale da macchinari (per esempio coma, stato vegetativo o tracheotomia), vedranno ridursi il contributo da 900 a 700 euro al mese.

A loro si aggiungono, inoltre, i ragazzi disabili che frequentano la scuola e coloro che convivono con spettro autistico che vedranno il loro sussidio ridotto da 750 a 400 euro al mese.

Rimangono, invece, pressoché invariati gli importi per coloro che possono permettersi di assumere un assistente familiare, circa 3.600 famiglie. Inspiegabilmente l’unica eccezione, in negativo, è riservata alle poco più di cento persone che si trovano in una condizione di dipendenza vitale, come le persone con Sla. A costoro, se assistiti da un professionista regolarmente assunto, Regione Lombardia riduce il contributo da 1.300 a 1.200 euro mensili. Un taglio economico in netta controtendenza al contesto che già registra aumenti significativi nelle spese per assistenti e badanti, con una crescita dei costi mensili fino a 122,59 euro. In aggiunta, l'INPS ha previsto un aumento del 8,1% nei contributi previdenziali per i lavoratori domestici".

Meno contributi e servizi insufficienti

La decisione di ridurre il budget dedicato alle persone con disabilità è stata giustificata dall'offerta di Interventi Sociali Integrativi, che forniranno servizi anziché un contributo economico, spiega AISLA. Che però aggiunge come "questo piano di assistenza che, per forza della Delibera Regionale dovrà essere fornito dai Comuni, risulta insufficiente".

"Si prenda come esempio la necessità quotidiana di assistenza igienico-personale per una persona completamente paralizzata, il cui costo orario del personale sociosanitario messo a disposizione dalla Regione ai Comuni non sarebbe sufficiente a garantire nemmeno tre giorni in un mese. Se è vero che il Piano per la Non Autosufficienza 2022-2024 si concentra sui servizi essenziali (LEPS), l’interpretazione di Regione Lombardia sta portando a una significativa riduzione del supporto economico per il caregiver e in particolare per quello famigliare".

Astuti (Pd): "Una vergogna inaccettabile"

La decisione della Giunta, nonostante il periodo tra le festività, ha ovviamente scatenato un polverone. Fra le associazioni, fra le famiglie dei malati, e di riflesso nella politica.

"Con questo provvedimento - attacca il consigliere regionale Pd Samuele Astuti - come stanno denunciando tante associazioni,  moltissime persone con disabilità gravissima, assistite solo dai famigliari, si vedranno tagliare il sussidio da 650 a 400 euro al mese. Tagli pesanti dunque che, malgrado le astratte rassicurazioni sulla carta che cerca di dare il centro destra, peseranno seriamente su chi già vive una condizione di grave fragilità. Chi non può fare a meno di un sostegno costante viene duramente colpito, con buona pace della tanto sbandierata attenzione per la famiglia. Noi ci batteremo per rimediare a questo iniquo provvedimento, così come ci siamo battuti contro i tagli alle politiche sociali compiuti nel bilancio regionale approvato poco prima di Natale".

Seguici sui nostri canali