Il gruppo consiliare di Forza Italia Saronno ha presentato sette interrogazioni a risposta scritta dedicate alla situazione delle scuole cittadine, con l’obiettivo di ottenere dall’Amministrazione dati precisi sulla composizione delle classi, sulle difficoltà linguistiche degli alunni stranieri e sulle iniziative adottate per favorirne l’integrazione.
Le questioni
La prima interrogazione chiede di conoscere, per gli anni scolastici 2025/2026 e, se già disponibili, 2026/2027, il numero e la percentuale degli alunni con cittadinanza non italiana, con dati distinti per plesso e per singola classe.
Un secondo quesito riguarda quanti alunni stranieri presentino una conoscenza assente o insufficiente della lingua italiana, tale da rendere necessari interventi di alfabetizzazione o di potenziamento linguistico. A questo si affianca la richiesta di conoscere quali progetti, servizi e risorse siano stati messi in campo o finanziati dal Comune per favorire l’apprendimento dell’italiano e l’integrazione scolastica.
Forza Italia chiede inoltre di conoscere quante classi presentino una presenza di alunni con cittadinanza non italiana superiore rispettivamente al 30%, al 40% e al 50%, con l’indicazione dei relativi plessi.
Altre interrogazioni riguardano aspetti culturali e organizzativi della vita scolastica: il numero e la percentuale degli studenti che scelgono di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica, l’eventuale presenza di scuole nelle quali sia stata decisa la rimozione o la mancata esposizione del crocifisso e l’esistenza di istituti nei quali siano state eliminate le tradizionali iniziative legate al Natale.
Le motivazioni delle richieste
Il Gruppo consiliare di Forza Italia Saronno afferma:
«Non ci interessano slogan né discussioni basate sulle impressioni. Vogliamo conoscere i numeri e la situazione reale delle scuole di Saronno.
L’integrazione funziona soltanto se viene governata. Questo significa mettere chi arriva nelle condizioni di conoscere adeguatamente la lingua italiana, indispensabile per apprendere, comunicare e partecipare pienamente alla vita della scuola. Significa anche evitare concentrazioni eccessive che rischiano di creare difficoltà non soltanto agli alunni stranieri, ma all’intera classe e agli stessi insegnanti.
Integrare, però, non significa cancellare.
Una società capace di accogliere deve essere altrettanto capace di chiedere a chi arriva di conoscere e rispettare la cultura, la storia e le tradizioni del Paese nel quale ha scelto di vivere.
Per questo vogliamo sapere anche cosa accade nelle nostre scuole rispetto all’insegnamento della religione cattolica, alla presenza del crocifisso e alle tradizionali iniziative natalizie. Non perché vogliamo contrapporre culture o religioni, ma perché riteniamo sbagliato pensare che l’integrazione debba passare attraverso la progressiva rinuncia alla nostra identità.
Il rispetto deve essere reciproco. L’integrazione non si costruisce nascondendo ciò che siamo, ma insegnando a convivere nel rispetto di tutti e delle regole della comunità che accoglie.
Prima di discutere di modelli di integrazione vogliamo quindi conoscere i fatti. Ora attendiamo dall’Amministrazione risposte puntuali, plesso per plesso e, dove richiesto, classe per classe».