Tradate

Salvini fa il pieno a Tradate: dall'autonomia a Vannacci, fino al "dopo Salvini"

Il segretario della Lega a tutto campo per suonare la carica ai suoi. E dopo le elezioni, entro l'autunno, il congresso: "Se ci sarà qualcuno che avrà voglia di farsi avanti io non sto appiccicato alla poltrona"

Salvini fa il pieno a Tradate: dall'autonomia a Vannacci, fino al "dopo Salvini"
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Sette anni dopo la "vasca" al mercato per sostenere Dario Galli, il segretario della lega oggi Ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini è tornato a Tradate per presentare il suo libro "Controvento. L'Italia che non si arrende" e per la presentazione della lista leghista a sostegno del sindaco uscente Giuseppe Bascialla.

Ville Truffini piena: c'è Salvini

Sala piena, gente in piedi fin sulle scale e qualcuno rimasto persino al piano di sotto. Se c'era chi sperava in un flop, in qualche segnale di una frattura interna alla Lega o di un disamoramento verso il "Capitano", lunedì sera è rimasto deluso. Chi c'era, ed erano tanti, da tutta la provincia, era lì per ascoltare e applaudire. Non per contestare. E così, seppur in un contesto diverso rispetto al bagno di folla del 2017, l'appuntamento pre-elettorale con Matteo Salvini a Tradate lunedì non ha scontentato gli organizzatori, deputato Stefano Candiani in testa.

Salvini a tutto campo

Intervistato dal direttore della Prealpina Silvestro Pascarella, da quello di Rete55 Matteo Inzaghi e dal vicedirettore di Varesenews Tomaso Bassani, uno dopo l'altro il segretario della Lega ha toccato molti dei temi contenuti nel suo libro, non negando qua e là qualche intermezzo e battuta in milanese. Come a far capire che il partito ora sarà pure nazionale (pure troppo, secondo i "veteroleghisti" o bossiani, che dir si voglia), ma il cuore è sempre quello: lumbard. Anche se si parla del Ponte sullo Stretto di Messina:

"I dati di Openeconomics dicono che la regione che più avrà da guadagnarne in termini di Pil sarà la Lombardia, perchè è la più produttiva, col maggior numero di imprese - ha risposto - Una regione dinamica e produttiva che tanti più cantieri apriamo per l'Italia, tanto più lavora. E non è un caso se su 5 ministri della Lega, 5 sono lombardi. Il modello Lombardia applicato a tutto il Paese fa bene a tutti: l'Autonomia è il togliere la maschera ai De Luca, perchè con quella se le cose non funzionano a Napoli nessuno può dire che la colpa è di Varese".

In Europa? "Fra Macron e Le Pen, scelgo tutta la vita Le Pen", anche se significa allontanarsi dagli alleati di Forza Italia e Fratelli d'Italia: "In Europa siamo su posizioni diverse. Per la prima volta c'è la possibilità di avere una maggioranza di centrodestra nel Parlamento Europeo come in Italia, se qualcuno preferisce allearsi ai socialisti fa un torto agli italiani, non a me. Ma non si può pensare di cambiare l'Europa con chi la sta rovinando".

Case green e auto elettriche, "follia"

Temi europei toccati nella serata, la direttiva Case Green e lo stop ai motori endotermici dal 2035. "L'obbligo delle auto elettriche è un suicidio economico, ambientale e sociale. Amare l'ambiente non è esclusiva della sinistra, ma serve equilibrio, non una difesa ideologica da radical chic da salotto. Altrimenti fra 10 anni avremo un'Italia completamente green e disoccupata".

Ucraina: "Macron non rompa le balle"

Altro tema caldo la guerra in Ucraina e il "no", già ribadito più volte, all'ipotesi lanciata da Macron di un intervento diretto nel conflitto con la Russia: "Quello che dice è pericoloso, va fermato. Se vuole, ci va lui con l'elmetto a combattere in Ucraina, ma non rompa le palle all'Italia e agli italiani".

Vannacci? "Se la sinistra può candidare Salis, perchè lui no?"

E poi c'è quella candidatura che fa discutere, contestata nelle scorse settimane dai firmatari della lettera di forte critica alla direzione salviniana della Lega: quella di Roberto Vannacci. Candidatura passata sopra a quelle di militanti e tesserati, amministratori ed esponenti di lungo corso, e "poco apprezzata" anche da nomi di prima fascia come Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia.

"Il bello delle europee è che si possono dare tre preferenze. Qui stasera ci sono degli ottimi candidati: Isabella Tovaglieri che spero faccia il pieno di voti nella sua provincia e Alessandro Fermi, che è comasco ma un comasco perbene. Liberi di scegliere la terza preferenza. Io voterò un milanese, e per quello che ha fatto nella vita una delle tre preferenze potrebbe essere per il buon generale Vannacci. Se la sinistra legittimamente può candidare una ragazza detenuta all'estero con accuse gravissime dalle quali spero sia assolta, perchè non posso candidare uno che da generale ha combattuto l'Isis in Iraq e in Afghanistan?".

Dopo Salvini?

Alle elezioni di giugno la Lega si gioca quasi tutto (il Governo non è in discussione, ha assicurato Salvini: si arriva alla scadenza del mandato), e Vannacci è l'all-in. Nelle scorse settimane, Salvini ha indicato come obiettivo il 9%: sopra quella soglia lui potrà parlare di "vittoria"; sotto, lo farà chi da tempo ne critica la linea.

"Entro autunno faremo il congresso federale perchè è giusto, se ci sarà qualcuno che avrà voglia di farsi avanti io non sto appiccicato alla poltrona. Fino a che i militanti mi riterranno adatto a portare avanti le battaglie della Lega sarò a disposizione, poi tonerò serenamente a fare il militante con la tessera della Lega in tasca. L'unica che abbia mai avuto e che avrò nella vita".

 

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