Il servizio andato in onda domenica 15 febbraio nella trasmissione Fuori dal Coro, su Rete4, dedicato alla vicenda della baracca alla Colombara di Saronno e alle gravi minacce denunciate da una cittadina saronnese, ha portato all’attenzione nazionale una situazione che in città era nota da tempo.
Obiettivo Saronno e donna minacciata da senzatetto: “Cosa ha fatto di concreto l’Amministrazione?”
“Al di là della spettacolarizzazione televisiva, resta un dato politico e amministrativo: una donna ha dichiarato di vivere da mesi in una condizione di paura e insicurezza. Questo, per Obiettivo Saronno, è il punto centrale. La tutela dei cittadini deve essere prioritaria e non può essere oggetto di rimpalli o silenzi. In Commissione Sicurezza avremmo voluto conoscere con precisione quali atti concreti siano già stati messi in campo dall’Amministrazione guidata dalla sindaca Ilaria Pagani:
• Quali segnalazioni formali sono state trasmesse a Prefettura e Questura; • Quali provvedimenti sono stati richiesti o adottati;
• Quali strumenti di tutela sono stati attivati a favore della cittadina coinvolta;
• Quali percorsi sono stati avviati per gestire la presenza irregolare nella zona della Colombara.
Un problema anche a livello sociale
“Non basta intervenire sulla baracca: il problema non è solo urbanistico, ma umano e sociale.
Dalla trasmissione emergono elementi che sembrano indicare anche possibili fragilità di natura psichiatrica. Se così fosse, non siamo solo di fronte a un tema di ordine pubblico, ma a una situazione complessa che richiede l’attivazione dei servizi socio-sanitari competenti. Proprio per questo riteniamo ancora più grave che l’Amministrazione Pagani abbia scelto di non istituire una Commissione dedicata ai Servizi Sociali: uno strumento che avrebbe consentito un confronto trasparente e strutturato su casi delicati come questo”.
Obiettivo Saronno avanza alcune proposte concrete:
1) Convocazione urgente della Commissione Sicurezza con audizione dei responsabili dei servizi sociali, della polizia locale e, se possibile, dei referenti sanitari territoriali.
2) Attivazione immediata di un tavolo tecnico con Prefettura, Questura e
ATS, per valutare eventuali provvedimenti amministrativi e sanitari previsti dalla normativa vigente nei casi di conclamata pericolosità o fragilità psichica.
3) Tutela rafforzata per la cittadina coinvolta, attraverso misure di supporto legale, psicologico e – se necessario – vigilanza mirata.
4) Mappatura delle situazioni di degrado e fragilità sul territorio, con un piano preventivo che integri sicurezza urbana e interventi sociali, evitando che singoli casi esplodano mediaticamente prima di essere affrontati istituzionalmente.
5) Istituzione di una Commissione permanente sui Servizi Sociali, per monitorare in modo continuativo le situazioni complesse che intrecciano disagio, marginalità e sicurezza.
6) Confronto con il Centro Culturale Islamico, realtà ormai storica e affermata in città, viste le motivazioni “religiose” dichiarate dal soggetto in questione.
“La sicurezza non si costruisce con gli slogan né con le sole telecamere, ma con responsabilità amministrativa, coordinamento istituzionale e capacità di intervenire prima che le situazioni degenerino. Come lista civica continueremo a chiedere trasparenza, dati e atti concreti. Non per polemica, ma perché Saronno merita risposte serie e soluzioni strutturali”.