Da scuola al Senato

Mascherine “swiffer” a scuola, Candiani in Senato: “Perchè non se le mettono i Ministri?” VIDEO

Il senatore leghista: "Le stanno riciclando dandole agli studenti ma sono buone solo per pulire i banchi". E il Ministero della Salute intanto si smarca: non le avrebbe autorizzate

Tradate, 26 Settembre 2020 ore 15:28

Nei primi giorni di rientro a scuola agli studenti sono state consegnate, come promesso, le mascherine inviate da Roma. Non quelle azzurre, chirurgiche, ma le stesse che tra marzo e aprile erano state rispedite al mittente da Comuni e medici, le “mascherine swiffer” acquistate in gran numero dal Commissario Straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri.

Mascherine “swiffer” a scuola, Candiani le porta in Senato

“Fogli di carta igienica”, le aveva definite subito dopo la consegna in Lombardia l’assessore Giulio Gallera. “Buone solo a travestirsi da Bunny il coniglino”, aveva rincarato dalla Campania (e dal centrosinistra) il Presidente Vincenzo De Luca. A sei mesi di distanza, le famigerate mascherine “swiffer” sono arrivate anche nelle scuole con la prima fornitura di dpi da Roma agli studenti. Consegne che oltre ad alcuni problemi come la fornitura dei modelli per bimbi agli studenti del liceo del Rotondi di Gorla stanno sollevando una forte polemica dopo che il senatore tradatese della Lega Stefano Candiani ne ha portato un pacco direttamente in Senato.

“Van bene per pulire i banchi, non per proteggere i ragazzi”

“Negli scorsi giorni mi sono arrivate segnalazioni da genitori e operatori scolastici – ha esordito Candiani in Senato – Sono andato nelle scuole superiori di Tradate dopo aver letto il messaggio di un genitore che spiegava come siano troppo grandi, cadenti e non protettive nella parte inferiore del volto e ho trovato i pacchi inviati, per ora solo nella prima fornitura. Queste van bene per pulire i banchi, non per proteggere gli studenti. Chi le ha approvate?”.

E del resto, nessuno le usa come hanno confermato genitori, studenti e docenti. Fino all’arrivo delle chirurgiche “vere”, obbligatorie, hanno preferito tutti comprarsele e portarsele da casa. Non (solo) per un fattore estetico: senza elastici è impossibile che aderiscano al volto, cosa che invece è fondamentale per la protezione dal virus. E per questo motivo già a marzo medici, forze di polizia, comuni ed enti che le avevano ricevute le avevano anche rispedite al mittente.

“Se vanno bene perchè non le vediamo al volto dei Ministri?”

Eppure, spiegava Arcuri già in primavera, le mascherine “swiffer” sarebbero “sicure e certificate”. “Perchè non vediamo queste mascherine sui volti del Viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, del Ministro Roberto Speranza o dei componenti del Governo?”, ha chiesto provocatorio Candiani. “Sui pacchi c’è scritto che sono ‘chirurgiche’ ma non adatte al personale sanitario – ha aggiunto – Come può essere? Non è che il Governo sta cercando di riciclarle nelle scuole dopo averle comprate per milioni di euro e averle tenute in magazzino per le polemiche? Questo è quello che sta succedendo nelle nostre scuole, a Tradate e in tutt’Italia, questo è quello che il Governo aveva garantito non sarebbe accaduto: essere in balia dell’approssimazione. E questo è quello che sta facendo Arcuri, riciclare i suoi fallimenti nelle nostre scuole. Sono molto preoccupato”.

Il Ministero della Salute si smarca

Sotto la cenere delle polemiche primaverili covava ancora evidentemente della brace: l’intervento di Candiani ha subito smosso il Ministero della Salute come spiega lo stesso senatore:

“Sono stato contattato poche ore dopo e mi hanno confermato dal Ministero che loro non hanno in alcun modo certificato l’utilizzo e l’invio di quelle mascherine alle scuole. La decisione sarebbe quindi stata tutta del Ministero dell’Istruzione e del Ministro Lucia Azzolina. Mi hanno assicurato sarebbero subito intervenuti con il ritiro, e garantito che tutte le prossime consegne sarebbero state di mascherine ‘vere”.

L’intervento in Senato del senatore leghista Stefano Candiani:

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