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Lombardia in zona arancione? “Il contrario sarebbe un atto grave”

Il Presidente della Commissione Regionale Sanità: "Restare in zona rossa sarebbe segno della volontà di penalizzare le nostre attività economiche"

Lombardia in zona arancione? “Il contrario sarebbe un atto grave”
Politica Saronno, 08 Aprile 2021 ore 15:42

Domani, venerdì 9, il Ministero della Salute insieme alla cabina di regia dovranno decidere dell’eventuale passaggio della Lombardia in zona arancione. Il Presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti: “Scelta diversa sarebbe un atto grave”.

Lombardia in zona arancione?

La Lombardia potrebbe entrare in zona arancione dalla prossima settimana. Attesa e speranza in vista del monitoraggio settimanale dei dati nella cabina di regia del Ministero della Salute in programma come d’abitudine per domani. Per ora non trapela nulla ma i dati, complici almeno in parte i bassissimi numeri registrati nel weekend pasquale quando i tamponi si sono praticamente fermati, spingerebbero verso un passaggio di fascia: l’incidenza regionale è sotto la soglia critica dei 250 casi per 100mila abitanti, fatta eccezione per un paio di province, e il calo dei ricoveri prosegue ormai da oltre una settimana, seguendo quello dei nuovi positivi già in corso da più tempo.

QUI IL DETTAGLIO SUI NUMERI DELLA LOMBARDIA

“Mancato passaggio sarebbe un atto grave”

Attenzione massima, e anche la pressione da parte della maggioranza regionale. Spicca la presa di posizione di Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega e Presidente della Commissione Regionale Sanità:

“Da giorni sostengo che si sarebbe dovuto autorizzare la Lombardia nel passare ad arancione già da martedì, i dati ci stanno confermando il trend in decrescita su ogni indicatore chiave. I dati danno piena conferma ai miei ragionamenti, mi spiace che per l’ennesima volta non sono stati presi in considerazione dal CTS nazionale.

Se domani il Ministro Speranza non autorizzasse un passaggio della nostra Regione in zona arancione sarebbe un atto grave perché dietro a quella decisione non basata su numeri più che palesi significa penalizzare le nostre attività economiche dalla ristorazione ai parrucchieri e commercianti e i nostri studenti obbligati in larga parte alla DAD”.

Cosa cambierebbe con il passaggio in zona arancione

Cosa cambierebbe dalla zona rossa a quella arancione? Non molto più di quanto riassunto da Monti: nella fascia a restrizioni minori (ricordando che la gialla fino a fine aprile resterà off limits) potrebbero riaprire praticamente tutti i negozi, mentre per bar e ristoranti rimarrebbero solo le possibilità di lavorare per asporto e a domicilio, e si riaprirebbero le aule per tutti gli studenti fino alla terza media.

L’altra apertura riguarderebbe gli spostamenti, liberi all’interno dei confini comunali e chi risiede in un comune con meno di 5mila abitanti in un raggio di 30km dal conine. Una libertà di spostamento che, di fatto, è già realtà (accettata) in zona rossa.

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