Le scuse e la promessa di penitenza del Presidente del Consiglio di Caronno Pertusella Fulvio Zullo non bastano a placare le minoranze che già l’indomani della bestemmia in diretta al consiglio comunale ne avevano chiesto le dimissioni.
La bestemmia e le scuse. “Ora, le dimissioni”
Breve riassunto: nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Caronno Pertusella, il microfono del Presidente del Consiglio, rimasto acceso nel passaggio da un punto all’altro, aveva registrato e trasmesso la più classica delle bestemmie. Una settimana dopo, prima lo stesso Zullo poi il sindaco Marco Giudici si erano scusati con la cittadinanza. Il primo, che la bestemmia l’aveva pronunciata, ha spiegato cosa l’aveva scatenata: il timer del telefono con cui monitora la durata degli interventi dei consiglieri, che s’era spento.
E con la spiegazione, aveva annunciato l’atto di penitenza: pagare la sanzione prevista e fare una donazione almeno di pari importo ad associazioni caronnesi che aiutano chi ha bisogno.
Peccato espiato? Per il sindaco sì, tanto da riconfermare la fiducia nel Presidente. Non per le minoranze, per le quali quella bestemmia “rappresenta un fatto di una gravità senza precedenti per la nostra istituzione”. E dunque, le scuse e la promessa di donazione non bastano a lavare la macchia.
“Sdoganata la bestemmia a pagamento”
La richiesta è una e semplice: le dimissioni del Presidente del Consiglio. A metterlo nero su bianco, pubblicamente, una nota firmata dai consiglieri del Gruppo Misto (Francesca Rossetti e Anthny Sunil), di Forza Italia (Valter Galli) e di Fratelli d’Italia (Silvio Maiocchi), che parlano anche .di cittadini “pronti a organizzare momenti dimostrativi”:
“Il giorno successivo alla seduta del consiglio comunale, su sollecitazione di numerosi cittadini increduli ed indignati, abbiamo protocollato la richiesta di dimissioni immediate del PdC e di convocazione dei capigruppo per addivenire tutti insieme, maggioranza e minoranze, ad una soluzione del problema che fosse il più possibile condivisa – fanno sapere i consiglieri delle minoranze in una nota – Purtroppo, l’unica risposta ricevuta ad oggi da parte dell’amministrazione è quella fornita attraverso il mezzo della stampa.
Dal canto nostro siamo molto rammaricati per la modalità con cui questa Amministrazione abbia affrontato tale controversa situazione, avendo ritenuto di “archiviarla” senza concederci alcuna voce in capitolo. Per queste ragioni, quali consiglieri di minoranza, ci troviamo anche noi costretti a ricorrere al mezzo della stampa per esprimere la nostra posizione.
La bestemmia, oltre a essere un illecito amministrativo ai sensi della legge 205 del 1999, viola i principi di disciplina, decoro e rispetto richiamati dal codice di comportamento e dal Tuel. Ma soprattutto è incompatibile con il ruolo del Presidente del Consiglio comunale, il quale esercita funzioni di garanzia e di rappresentanza dell’intero consiglio comunale. Dovrebbe quindi incarnare un esempio di etica e moralità.
Il Sindaco Marco Giudici, a nostro parere, ha purtroppo minimizzato l’accaduto: pur condannando il gesto ed anticipando che il Presidente del Consiglio comunale sarà sanzionato come prevede la legge, il Primo cittadino ha confermato la fiducia nei confronti di chi riveste tale carica.
Noi invece riteniamo che, per tutte le ragioni sopra esposte, l’esclamazione blasfema pronunciata non possa essere derubricata come fatto occasionale, pertanto invitiamo il Presidente del Consiglio a comunicare le proprie dimissioni immediate, non sentendoci più rappresentati da chi ricopre questo incarico. Chiediamo inoltre che tutti i consiglieri comunali rendano pubblica nel prossimo Consiglio Comunale la loro posizione.
La massima aspirazione infatti per ogni cittadino è che il proprio paese venga ricordato per un evento positivo. In questi giorni invece il nostro Comune è salito agli onori della cronaca per aver autorizzato e sdoganato la bestemmia a pagamento in Consiglio Comunale. Per questi fatti e per i provvedimenti adottati dall’amministrazione, sappiamo, infatti, che i cittadini sono pronti ad organizzare momenti dimostrativi sul territorio.
Le istituzioni meritano rispetto. I cittadini meritano serietà. La comunità religiosa merita considerazione. Il Consiglio Comunale merita un Presidente all’altezza del proprio ruolo”.