Area ex Isotta Fraschini a Saronno e riqualificazione urbana: Rifondazione comunista Saronno ha voluto commentare lo sviluppo del piano integrato chiedendo un ripensamento su quanto si sta per decidere.
Area Ex Isotta, Rifondazione comunista: “Riapriamo il dibattito sull’area”
“Sotto l’amministrazione Gilli le proprietà immobiliari hanno avuto la possibilità di “valorizzare” parte delle aree un tempo dismesse contro gli interessi e i bisogni di una comunità. Grazie alla compiacenza ai desiderata dei proprietari delle aree, offerti da una giunta complice che ha eliminato il vincolo di gestione unitaria delle aree dismesse del triangolo Via Varese/Via Milano, un pezzo non trascurabile è già stato divorato dal cemento. Le giunte che si sono succedute non hanno certo variato la tendenza, rinunciando a svolgere il proprio ruolo, e continuando a trattare a partire dagli esclusivi interessi della proprietà nelle “segrete stanze” senza il coinvolgimento della cittadinanza.
Sarebbe invece essenziale che si definissero pubblicamente i ruoli, gli obiettivi e le strategie.
Sappiamo che le attività di produzione/formazione culturale e di socialità potenzialmente collocabili sono interventi a redditività differita nel tempo e che la competitività globale impone invece di realizzare immediatamente un profitto: per questo occorre scongiurare l’intervento esclusivo del capitale speculativo/privato in questo campo per opporsi ad una tendenza dei processi economici volta a limitare i margini di progettualità.
Le aree dismesse sono l’ultima ed unica occasione per rimettere al centro le periferie, quelle fisiche, geografiche e quelle sociali dove si concentrano disagi e conflitti.
Dobbiamo essere capaci di sottrarre alla rendita fondiaria il ruolo di unico motore delle trasformazioni del territorio. Nel cambiare le priorità non dobbiamo più considerare le volumetrie come variabile indipendente ma, al contrario, le volumetrie devono essere dipendenti dalle funzioni che decidiamo di voler insediare per soddisfare i bisogni della città.
Allora quali sono i bisogni più urgenti della Città di Saronno? Saronno ha fame di strutture sociali! ha bisogno di una riqualificazione urbana che veda l’insediamento di quel concentrato di servizi e verde che le è stato sempre sottratto.
La città intesa come spazio sociale volta al superamento dell’esclusione e dell’emarginazione in cui il lavoro, il recupero della qualità urbana, la socialità, la partecipazione, la valorizzazione dei luoghi e delle memorie della zona trovino casa.
Andrà restituito un cuore alla Città, un momento sostitutivo delle vecchie ragioni di scambio che definirono un tempo il suo profilo e che ora, dissoltesi, hanno lasciato aree e lavoratori dismessi. Bisognerà progettare quindi nuove ragioni di scambio su produzioni ecocompatibili (la salvaguardia dell’ambiente che ha già subito troppi danni è uno dei compiti primari) che reggano la competizione sulla qualità e non sul prezzo o sull’annientamento dei diritti.
Quale strumento attivare? Un tavolo di progetto e di programma con i cittadini, le associazioni di base, quelle di impresa, le organizzazioni dei lavoratori, la Camera di Commercio. Un tavolo sul quale si pensi e si ridisegni collettivamente il futuro delle aree e, a partire dal quale poi, su idee condivise, si infrastrutturi. Solo così, ricercando casi e occasioni di successo sullo slancio di una forte idea pubblica e che insedi quelle strutture sociali da tempo mancanti in città, le aree possono diventare attrattive non solo per l’impresa ma anche per i lavoratori che solo così possono uscire dalle sabbie mobili dell’esclusione. Se l’amministratore è un “pianificatore di qualità”, il lavoratore può radicarsi nel quartiere e riconquistare la città che torna a sentire come “la sua Città”.
Quali sono invece, a nostro avviso, i tratti salienti del PII Isotta:
– Tanto cemento con funzioni decise esclusivamente dalla proprietà;
– Un parco di dimensioni ridotte rispetto alle previsioni del PGT asservito alla valorizzazione della proprietà, di fatto un giardino condominiale;
– Addirittura, per asserite (e oggettivamente sovrastimate) onerose spese di manutenzione del verde, si lascia la proprietà del parco alla proprietà. Tale scelta è inaccettabile!
Per quanto argomentato sopra il Partito della Rifondazione Comunista di Saronno si appella al Consiglio Comunale affinchè sospenda l’approvazione del PII e riapra il dibattito per dare una svolta al destino urbanistico e sociale della città. Diamo una chance alla città!”
Rifondazione comunista Saronno