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Imprese varesine, secondo semestre ancora positivo. Ma pesa l'incertezza

Il Presidente di Confapi "arese: "Draghi era una figura di garanzia anche in Europa e nel mondo. E questo è venuto meno a causa di beghe che nulla hanno a che fare con il lavoro"

Imprese varesine, secondo semestre ancora positivo. Ma pesa l'incertezza
Economia Varese, 01 Agosto 2022 ore 15:36

"Non sono i dati economici del secondo trimestre a destare preoccupazione, quanto l’imprevedibilità che caratterizza il presente, ma soprattutto il futuro a breve termine. Aumentata dalla caduta di un governo guidato da un primo ministro autorevole che ci ha spinto in una crisi politica incomprensibile e provocata da beghe distanti anni luce dal mondo dell’impresa e dai bisogni di imprenditori e lavoratori". Non può che partire da qui, dall’incerta situazione politica,
l’analisi del presidente di Confapi Varese, Marco Tenaglia, dei dati congiunturali sul secondo semestre.

I dati di Confapi sul secondo semestre

Tenaglia, infatti, riassume e illustra i timori e gli umori del mondo dell’impresa e degli associati di Confapi.

"Dai dati possiamo cogliere segnali positivi. Difficile però azzardare cosa accadrà nei prossimi mesi. La pandemia non del tutto superata, il conflitto in Ucraina che continua ad avere ripercussioni negative sull’economia, il costo dell’energia alle stelle e quello delle materie prime. A tutto questo aggiungiamoci il problema politico. Affrontiamo le elezioni in un momento molto delicato con proiezioni che non sono rassicuranti e il sistema industria sicuramente aveva una visione positiva nei confronti del governo Draghi e nel premier in particolare modo. Draghi era una figura di garanzia anche in Europa e nel mondo. E questo è venuto meno a causa di beghe che nulla hanno a che fare con il lavoro".

Paese sotto esame

Infine, Tenaglia conclude: "Non giriamoci troppo intorno, siamo sotto esame e per il momento abbiamo preso solo un terzo dei soldi del Pnrr. Il Paese necessità di riforme di cui si parla da tempo e che ora sono ferme. Preoccupazione che emergono dal mondo imprenditoriale in maniera trasversale. E mai come in questo momento, abbiamo bisogno di una politica serie. In passato la locomotiva Italia procedeva indipendentemente dalle beghe di partito, oggi invece c’è l’esigenza non possiamo prescindere dall’avere politici seri ed autorevoli. E Draghi lo era".

I dati congiunturali del secondo semestre

I dati del secondo trimestre 2022 sono nel complesso positivi per le PMI varesine. La maggior parte delle quali registra fatturati di produzione e ordini in crescita. Le aspettative per il secondo semestre sono però prudenti e alle preoccupazioni per i costi energetici e per le materie prime si aggiunge il timore che in autunno l’economia possa subire una significativa decelerazione.

A tracciare il quadro economico è il report congiunturale sul secondo trimestre realizzato dal centro studi di Confapi.

L’analisi è stata condotta analizzando un campione di cento imprese, per più di un terzo circa metalmeccaniche rappresentative del tessuto di imprese di piccole e medie dimensioni associate ad Api Varese.

Nel dettaglio nel secondo trimestre 2022 metà delle imprese rilevano fatturati in crescita, mentre un ulteriore 20% evidenzia una stabilità. Buoni anche i dati su produzione con segno positivo o stabile per il 70% delle imprese e quelli relativi agli ordini (50%). In media un terzo delle imprese, invece, denuncia ordinativi, fatturati e produzione in calo.

Altro indicatore di particolare interesse è quello relativo all’occupazione. Il numero è sostanzialmente stabile nella gran parte delle imprese così come il dato relativo agli investimenti. Sulle aree geografiche gli aumenti più marcati di fatturato e ordini riguardano il mercato domestico e quello UE.

Rincari di energia e materie prime

Resta alta l’attenzione sui materiali soprattutto sui costi dell’energia. Un problema questo che condiziona in maniera negativa le prospettive e le attese degli imprenditori nei prossimi sei mesi. Tanto che solo il 15% prevede fatturati in crescita, mentre le stime di una contrazione sale al 30% e il 35% è pessimista anche sul fronte di un incremento delle produzioni.

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