Il Centro Internazionale di Studi Rosminiani di Stresa termina le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della morte del pensatore Michele Federico Sciacca (1908-1975). L’evento si svolge a Milano, presso i Musei Diocesani “Carlo Maria Martini”, nelle giornate di giovedì 19 e venerdì 20 febbraio 2026. Studiosi e accademici analizzano lo sviluppo speculativo del docente siciliano, dalla tesi su Thomas Reid fino alla formulazione della filosofia dell’integralità.
Dalla formazione al sodalizio con Antonio Rosmini
L’itinerario intellettuale del filosofo attraversa fasi distinte, inclusi gli studi su sant’Agostino e il riavvicinamento al tomismo. Negli anni Trenta, l’incontro con l’opera di Antonio Rosmini determina una svolta teoretica e religiosa. L’accademico lavora al centenario della morte del Roveretano e fonda nel 1966 il Centro Internazionale di Studi Rosminiani a Stresa, ricoprendone la presidenza fino al decesso. Gli interventi dei relatori esaminano il contributo dell’autore all’edizione nazionale delle opere rosminiane e alla nascita della Cattedra Rosmini nel 1967. Il docente rifiutava la definizione di accademico, preferendo definirsi “educatore di scuola” per la vocazione all’insegnamento e al dialogo con i giovani studenti.
La filosofia dell’integralità e il confronto con la modernità
Il pensiero di Sciacca si definisce come filosofia dell’integralità, intesa quale superamento dell’idealismo soggettivo e del nichilismo. Durante il convegno, le relazioni approfondiscono il rapporto con Giovanni Gentile e lo spiritualismo cristiano. Marcello Veneziani analizza la critica del pensatore verso il primato della tecnica e il “tecnonichilismo” occidentale, descritto come un processo di oscuramento dell’intelligenza. La riflessione sciacchiana si pone come risposta cristiana al pensiero negativo e alla Scuola di Francoforte, proponendo la riscoperta della verità per gli individui del terzo millennio.
Relatori e temi delle sessioni scientifiche
Il programma prevede contributi di figure quali il Cardinale Angelo Bagnasco e numerosi docenti universitari. Samuele Francesco Tadini esamina il legame con Thomas Reid, mentre Jacob Buganza analizza il tema dell’interiorità oggettiva in relazione ad Agostino. Luigi Capitano discute l’interpretazione di Leopardi e Pirandello come figure affini nella ricerca dell’infinito. Le sessioni affrontano inoltre la fondazione di riviste scientifiche quali il “Giornale di Metafisica” e “Humanitas”, strumenti di confronto tra cultura cattolica e società contemporanea. Danilo Castellano illustra l’approdo dell’autore a un aspetto essenziale del tomismo tramite l’agostinismo.
Le celebrazioni intendono riaffermare l’importanza del dialogo tra istituzioni religiose e mondo postmoderno. Per informazioni sull’evento è possibile contattare la referente Benedetta Lisci presso il Centro Internazionale di Studi Rosminiani.