L'intervento

Viola il divieto di dimora in provincia di Varese, arrestato e trasferito in carcere

Per l'uomo, un marocchino di 43 anni, era stata disposta questa misura cautelare, in attesa dell'udienza, in seguito ad un furto in un supermercato di Somma Lombardo

Viola il divieto di dimora in provincia di Varese, arrestato e trasferito in carcere

I Carabinieri di Somma Lombardo hanno arrestato un 43enne marocchino per reiterate violazioni alla misura cautelare del divieto di dimora in provincia di Varese.

Il furto al Penny Market

Le indagini sono partite in seguito ad un furto avvenuto nella notte del 16 giugno scorso al supermercato Penny Market di Somma Lombardo.

L’uomo, in compagnia di un 27enne italiano, dopo aver forzato la porta di emergenza posta sul retro del locale, si è introdotto nel supermercato rubando 671 gift card di varie marche e alcune bottiglie di alcolici.

L’arresto in flagranza e la convalida

I due sono stati colti in flagranza da una pattuglia di Carabinieri e arrestati. Dopo aver passato la notte in guardina sono stati condotti innanzi al Tribunale di Busto Arsizio che ha convalidato l’arresto, disponendo nei loro confronti l’obbligo di firma quotidiana presso i Carabinieri della cittadina sommese.

Nella successiva udienza del 14 luglio l’italiano ha scelto il rito abbreviato, venendo condannato ad un anno di reclusione, mentre il marocchino il rito ordinario. Considerata l’assenza di una dimora stabile, il Giudice gli ha comminato la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Varasse in attesa dell’udienza prevista per il 23 ottobre p.v.

Le violazioni del divieto di dimora

L’indagato, nel frattempo, ha reiteratamente violato la misura cautelare, venendo colto tra luglio ed agosto a vagare per alcuni bar di Busto Arsizio e di Somma Lombardo.

Le violazioni accertate hanno indotto l’Autorità Giudiziaria ad aggravare il provvedimento con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Per il 43enne, rintracciato nel piazzale della stazione ferroviaria dove aveva avuto un battibecco con altri connazionali, si sono aperte le porte del carcere di Busto Arsizio dove rimarrà in attesa dell’udienza prevista il prossimo ottobre.