Anticipazioni

Verso il nuovo Dpcm: il miraggio della zona bianca e la lotta all’asporto dopo le 18

Quali potrebbero essere le regole dal 16 gennaio? Diverse le ipotesi in campo, eccole

Verso il nuovo Dpcm: il miraggio della zona bianca e la lotta all’asporto dopo le 18
Cronaca Varese, 11 Gennaio 2021 ore 15:03

Entro il 16 gennaio il Governo dovrà approvare le nuove disposizioni contro il coronavirus. Come annunciato, sarà confermato il sistema a zone, con diverse novità: dalla “zona bianca” all’utilizzo del solo Rt come parametro per le regioni.

Nuovo Dpcm, sognando la zona bianca

C’è chi la sta paragonando a un miraggio, un obiettivo irraggiungibile, e chi invece come un segno di ottimismo. Tra le novità che dovrebbero essere introdotte con il nuovo Dpcm, atteso fra giovedì e venerdì, c’è la “zona bianca”. Una zona a contagio quasi zero (con indice Rt inferiore a 0,25, mai raggiunto dall’inizio dell’epidemia) e con regole simili a quelle che abbiamo avuto quest’estate: bar e ristoranti aperti senza più limiti, così come palestre, piscine, musei e cinema. Resterebbero solo il coprifuoco (spostato, forse, di qualche ora) e gli obblighi di mascherine e distanziamento.

Un sogno dopo mesi di zone rosse, arancioni, gialle, chiusure, riaperture e confusione, che sembra però difficilmente raggiungibile anche dalle regioni “messe meglio”, almeno nel prossimo futuro.

Via i 21 parametri: ora basta l’Rt

L’altra novità che riguarderà tutto il Paese indistintamente riguarda i parametri utilizzati per definire il grado di rischio delle Regioni. Inizialmente 21, in concreto 19 (3, tra cui quelli relativi alle RSA, erano facoltativi e nessuno li ha praticamente mai comunicati), troppi per le Regioni che ne chiedevano 5. Ora, a leggere le anticipazioni e le dichiarazioni dei componenti del Governo, sembra ci si accontenterà di uno solo: l’indice Rt che definisce quanto il contagio “corre” nella popolazione.

E a riguardo, il Governo sarebbe pronto a “stringere” le soglie:  con Rt uguale a 1 (quindi a contagio fermo, nè in crescita nè in diminuzione) scatterebbe la zona arancione, la rossa invece a 1,25.

Ma si parla anche di un secondo parametro, il numero di nuovi casi per mille abitanti: superata la media settimanale di 250 nuovi positivi per centomila abitanti dovrebbe scattare la zona rossa, in automatico. Un ipotesi che non piace alle Regioni e che non convince tutti, anche perchè si teme che proprio le regioni potrebbero ridurre le operazioni di screening per evitare la zona rossa.

Stop all’asporto

Altra novità che dovrebbe riguardare i bar tutt’Italia, ad eccezione delle zone bianche, il divieto d’asporto dopo le 18, oggi permesso. Un’ipotesi che sta facendo infuriare i proprietari di pub e bar, chiusi da tempo tranne che per una manciata di giorni, e di cui si fatica a capire la ragione. Questa sarebbe di impedire gli “aperitivi in strada”, già vietati e, almeno per il momento, disincentivati dalle temperature invernali. Una misura che, sempre secondo i diretti interessati, andrebbe a causare un danno economico senza garantire benefici sul fronte della lotta al virus.

Spostamenti, sport e cultura

Per quanto riguarda gli spostamenti, dovrebbe essere confermato il divieto di uscire dalla propria regione anche nelle zone gialle (come nelle giornate del 7 e 8 gennaio).

Nonostante le speranze e le mezze promesse del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, palestre e piscine dovrebbero rimanere chiuse fino a fine mese, salvo forse la possibilità di riaprire per le sole lezioni individuali.

Musei, teatri, cinema e luoghi della cultura invece non rientrano nemmeno tra le ipotesi di riapertura. Per questi si dovrà attendere sicuramente almeno febbraio.

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