Cronaca giudiziaria

Tentò di uccidere la moglie: meno di quattro anni di pena

La perizia disposta dalla Procura ha riconosciuto a un 61enne di Turate una parziale incapacità di intendere e di volere, riducendo la pena.

Tentò di uccidere la moglie: meno di quattro anni di pena

Condannato a tre anni e otto mesi di reclusione: questa la pena stabilita tramite patteggiamento per Mourad Mezni, 61 anni di Turate, finito al centro di un’indagine per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia.

Tentò di uccidere la moglie: meno di quattro anni di pena

L’uomo era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere il 4 luglio dell’anno scorso dai Carabinieri, a seguito della drammatica notte di violenze consumata il 26 giugno 2025. Il procedimento, coordinato dal sostituto procuratore di Como Giulia Ometto e vagliato dal Gip Maria Elisabetta De Benedetto, ha fatto luce su un’escalation di terrore in cui il 61enne aveva tentato di strangolare la moglie per ben tre volte nel corso della stessa notte.

La tragica notte del tentato omicidio

Tornando ai tragici datti del 26 giugno 2025: la sequenza era iniziata a letto, dove l’uomo aveva cercato di soffocare la moglie con un cuscino,  stringendole le mani attorno al collo. Nonostante la gravità, la furia era proseguita in cucina, dove l’aveva raggiunta alle spalle stringendole un foulard attorno al collo fino a farle perdere i sensi. La vittima, una donna italiana sposata da anni con l’imputato di origine tunisina, si era salvata grazie alla prontezza e alla fuga verso i vicini, non appena il marito si era assopito. Dalle indagini era poi emerso un quadro allarmante fatto di continue vessazioni, iniziato circa sei mesi prima, in cui l’uomo era arrivato persino a legarle i polsi con il nastro adesivo. Tale cambiamento radicale del comportamento dell’uomo era legato all’abuso di crack e ai conseguenti gravi stati allucinatori. Il comportamento persecutore si era manifestato anche contro il vicinato, culminando in minacce con un grosso coltello da cucina sulle scale condominiali, episodio che gli era costato in passato anche un ammonimento del Questore.

Dichiarato incapace di intendere e volere

La perizia disposta dalla Procura ha riconosciuto a Mezni una parziale incapacità di intendere e di volere, riducendo la pena. Dopo l’arresto, la moglie era invece stata subito trasferita in un luogo protetto.