Sgominata una violenta banda di spacciatori nei boschi della droga
L'indagine è partita da un episodio di violenza inaudita avvenuto a Nibionno il 16 luglio 2024

"Un sodalizio criminale ben organizzato, strutturato, estremamente violento, con ramificazioni e contatti sul territorio. Un gruppo pericoloso, che non esitava a utilizzare armi bianche". Così il procuratore capo di Lecco, Ezio Domenico Basso, ha descritto ai nostri colleghi di PrimaLecco.it la banda di spacciatori che gestiva le cosiddette "piazze della droga" o "boschi della droga" nella Brianza lecchese e meratese, operando lungo la Strada Statale 36 e in altre zone.
L'organizzazione è stata sgominata grazie a un'importante indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Merate, che ha portato all'emissione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. Quattro di queste sono già state eseguite, mentre due indagati risultano ancora latitanti. "Uno si trova presumibilmente in Spagna, l'altro in Italia" ha confermato il procuratore, sottolineando l'impegno nel completare l'operazione e fermare anche i due ricercati.
Boschi della droga: sgominata una violenta banda di spacciatori. 4 in carcere, due latitanti
I dettagli dell'operazione sono stati illustrati oggi, giovedì 27 marzo 2025, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, oltre al procuratore capo, il comandante provinciale dei Carabinieri di Lecco, Nicola Melidonis, e il capitano Giovanni Casamassima della Compagnia di Merate.
L'indagine è partita da un episodio di violenza inaudita avvenuto a Nibionno il 16 luglio 2024.
"Quella sera alcuni cittadini segnalarono una violenta lite all'inizio di un'area boschiva, accompagnata da urla strazianti - ha raccontato il capitano Casamassima. - Al nostro arrivo trovammo un uomo privo di sensi e una donna con il volto ferito, una vera e propria maschera di sangue. Era stata sfregiata."
Le ferite riportate dalle due vittime erano gravissime: entrambi hanno avuto prognosi superiori ai 40 giorni. "Lui si è risvegliato dal coma dopo oltre 40 giorni, lei ha riportato lesioni permanenti" ha aggiunto Casamassima. Secondo le indagini, la brutale aggressione sarebbe scaturita da un "banale litigio" legato all'acquisto di un di droga.
Una banda criminale ben organizzata che gestiva i boschi della droga
Le indagini, partite da questo episodio, hanno portato all’individuazione di sei uomini di origine magrebina, due dei quali nati in Italia. È stata accertata l’esistenza di un gruppo criminale ben organizzato, attivo nei comuni di Rogeno, Costa Masnaga, Molteno, Garbagnate Monastero e Castello Brianza, con una piazza di spaccio itinerante.
"L'organizzazione operava in modo coordinato - ha aggiunto il capitano Casamassima - I luoghi destinati allo spaccio erano presidiati 24 ore su 24 da due giovani, mentre un membro più anziano, classe 1983, con un lungo passato criminale, gestiva i ragazzi più giovani, principalmente nati tra il 1999 e il 2000."
Le cosiddette "sentinelle" ricevevano cibo e acqua per garantire un supporto logistico continuo all'attività di spaccio. Il gruppo effettuava oltre 100 cessioni giornaliere di hashish, cocaina ed eroina, con guadagni che arrivavano fino a 5.000 euro al giorno. Nei luoghi da loro presidiati sono stati effettuati sequestri, per un totale di circa un chilo di droga. Sequestrate anche diverse armi bianche.
Auto a noleggio e pagamenti in droga
"Per i loro spostamenti utilizzavano auto a noleggio - ha proseguito il capitano Casamassima - Si servivano di prestanome, che venivano poi ricompensati con la droga per i loro servizi."
Il gruppo era ben armato e noto per la sua violenza. Dei quattro fermati, uno si trovava già in carcere dal 30 ottobre scorso, due sono stati individuati a Saronno e uno a Costa Masnaga.
Attualmente, gli inquirenti sono sulle tracce di altri due soggetti: uno si troverebbe in Italia, mentre l’altro sarebbe in Spagna. Finora sono stati identificati e controllati almeno 40 acquirenti, a cui sono state fatte decine di cessioni di stupefacenti.