Cronaca
Le ragioni

Sciopero degli infermieri: "Ci avete messo in ginocchio"

Decine gli operatori sanitari che si sono ritrovati oggi 28 gennaio 2022, sotto il palazzo del Pirellone

Sciopero degli infermieri: "Ci avete messo in ginocchio"
Cronaca Varese, 28 Gennaio 2022 ore 14:51

Lo avevano annunciato nei giorni scorsi e oggi, venerdì 28 gennaio 2022, sono scesi in piazza sotto il Pirellone a Milano.

La protesta degli infermieri

Addosso hanno la loro tuta bianca che ogni giorno da due anni indossano nei reparti Covid, la mascherina che a fine turno lascia sul volto i segni indelebili della fatica. E poi attaccata al braccio una flebo. "Ci state prelevando tutto, anche il sangue, noi non ce la facciamo più. Ci state dissanguando": è questo il messaggio che questa mattina hanno voluto comunicare gli infermieri del NurSind alle istituzioni.

Il NurSind scende in piazza: la protesta sotto il Pirellone

Uno sciopero nazionale con la mobilitazioni in numerose piazze di tutta Italia quello indetto dal maggiore sindacato delle professioni infermieristiche che in Lombardia conta oltre 7 mila iscritti. A Milano la protesta è stata organizzata sotto il Palazzo del Pirellone, per gridare alla Regione Lombardia quello che da oltre due anni – ma anche prima – il NurSind denuncia alle istituzioni: mancanza di personale, infermieri che nelle corsie lombarde hanno un'età media di 50 anni, carichi di lavoro non più sopportabili.

“Abbiamo deciso di scioperare nel pieno della quarta ondata perché siamo stanchi – spiega Donato Cosi, coordinatore regionale del NurSind e componente del consiglio nazionale -. È da prima dell'emergenza sanitaria che chiediamo alle direzioni delle Asst e alla Regione di intervenire. Prima di marzo 2020 più volte avevamo denunciato che in caso di una situazione di emergenza il sistema sanitario sarebbe collassato, anche quello lombardo che tanto si vanta di essere eccellente. Qui abbiamo resistito solo grazie al grande senso di sacrificio e di abnegazione di medici e di infermieri”. Attualmente oltre il 50% degli infermieri lombardi è impegnato in reparti covid. Oltre agli infermieri impiegati nei centri tamponi e nei centri vaccinali. Infermieri che, come nel caso dell’hub alla Fiera di Milano, vengono spostati dai loro ospedali, anche fuori dalla provincia di Milano, per essere impiegati nel grande ospedale covid della Fiera. Un lavoro non certo semplice, soprattutto nelle terapie intensive dove gli infermieri – reduci dalle precedenti ondate – vengono impiegati: un infermiere per due pazienti di terapia intensiva, questo il rapporto".

La questione stipendio e turni

Infermieri ai quali, a fine mese, arriva una busta paga che vanta il record di essere tra le più basse d’Europa - spiega il Nursind nella nota diffusa questa mattina.

“Un neo assunto ha uno stipendio base di 1.450 euro – prosegue Cosi -. Un contratto di 36 ore a settimana, che molto spesso sforano, con professionisti che in molti casi lavorano su turni di 12 ore, sia di giorno sia di notte”.

Il sindacato chiede maggiore attenzione e azioni concrete

Nei giorni scorsi il NurSind aveva inviato una lettera ai vertici della Regione Lombardia annunciando non solo il presidio, ma anche chiedendo maggiore considerazione con azioni concrete.

“Da circa due anni gli infermieri e il personale sanitario lombardo stanno affrontano turni impossibili, stress emotivi inimmaginabili e rischio di contrarre la malattia di gran lunga superiore al cittadino medio – aggiunge Cosi -. Si fa presto a chiamarli ‘eroi’ e a dedicargli canzoni e applausi, ma loro, seppur lusingati da cotante attenzioni, hanno bisogno di fatti concreti, a supporto delle quotidiane difficoltà. Chiediamo alla Regione Lombardia di dare la giusta attenzione verso chi un giorno, forse, finirà sui libri di storia ma che, oggi, si trova qui a rischiare la propria vita per salvarne altre. Nonostante le nostre precedenti richieste e segnalazioni, a tutt’oggi, nessuna reale iniziativa di riconoscimento da parte di Regione Lombardia è stata rivolta nei confronti degli infermieri lombardi e di tutto il personale sanitario”.

Tante le ragioni dello sciopero

Sono tante le ragioni che hanno portato il sindacato a indire lo sciopero. Tra queste la rivendicazione del mancato riconoscimento economico della professione; ma gli infermieri sono scesi in piazza anche per dire basta alla retorica degli eroi e degli angeli che poi vengono abbandonati dalle istituzioni anche quando vengono portati in Tribunale a causa delle pecche del sistema; per rivendicare stipendi più alti visto che gli infermieri italiani sono quelli con lo stipendio più basso in Europa; contro le condizioni di lavoro insostenibili e decennale carenza di personale; contro le aggressioni da parte degli utenti generate proprio da un sistema sanitario nazionale che fa acqua da tutte le parti; per frenare la sempre più diffusa diaspora di professionisti che, piuttosto di lavorare in queste condizioni, si licenziano; per vedere riconosciuta e valorizzata la loro reale professionalità. Infine per ricordare che quello dell’infermiere è un lavoro usurante e per avere più infermieri docenti anche nelle Università.

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