Sociale

Saronno, il co-housing diventa realtà

E' un nuovo servizio nel settore sociale.

Saronno, il co-housing diventa realtà
Saronno, 12 Febbraio 2020 ore 15:30

Nuovo servizio portato a termine dall’Amministrazione comunale.

Saronno, ecco un nuovo servizio per il sociale

Un nuovo servizio per il sociale a Saronno. Si creerà un co-housing sociale, vale a dire co-abitazione.  Per realizzarlo sarà riqualificata una palazzina al quartiere Matteotti. Il progetto consente a due o più persone di vivere insieme condividendo lo stesso alloggio e a più persone o a più famiglie che condividono lo stesso alloggio di vivere in una palazzina dove ci si aiuta reciprocamente. La co-abitazione è utile per quella fetta di popolazione in condizioni di fragilità temporanea dovuta, ad esempio, ad una perdita di lavoro, o conseguente alla perdita di un alloggio a causa di un divorzio, oppure ad una condizione sanitaria particolare che altrimenti vedrebbe la persona ricoverata in una struttura assistenziale. Questi cittadini non sono nelle condizioni di accedere ad un alloggio popolare per varie ragioni e non sono seguiti dalle assistenti sociali poiché non sono ancora in condizioni critiche. Se nessuno li aiuta le condizioni diventano critiche e finiscono per gravare completamente sul sociale perdendo autonomia e autostima.

 

A chi è utile

“I padri separati che hanno perso l’alloggio mantengono il proprio lavoro. La co-abotazione è utile per fare loro mantenere il lavoro senza finire a dormire nei ricoveri di fortuna e ad avere uno spazio per accogliere i figli – spiega il capogruppo Angelo Veronesi –  Famiglie che perdono l’alloggio e il lavoro possono evitare di finire sulle spalle del sociale, perché la co-abitazione consente di avere un alloggio dove appoggiarsi per qualche mese ed avere le condizioni per rimettersi in sesto per poi ripartire Disabili che vogliono uscire dalla famiglia di origine in un alloggio attrezzato con impianti domotici sono maggiormente motivati e acquisiscono fiducia nelle proprie capacità se vivono insieme ad un altro disabile in modo di evitare di finire in strutture assistenziali una volta che il nucleo familiare di origine non vi sia più. Pazienti dimessi da particolari cure in ospedale che mancano di un nucleo familiare o il cui nucleo familiare non riesce a prendersi cura di loro, rischiano di finire in strutture socio-assistenziali perdendo quel poco di autonomia mantenuta, invece con la co abitazione riescono ad avere un recupero più rapido mantenendo legami sociali normali con altre persone”. Un servizio che consente di rafforzare i cittadini in condizioni di fragilità ed evitare che la situazione peggiori.
“Questo servizio è utile inoltre per il bilancio comunale poiché riduce il numero di persone seguite dai servizi sociali in quanto è un servizio che non si limita ad assistere, ma crea condizioni di recupero che possono portare anche cittadini finiti completamente sulle spalle del sociale a uscire da questa condizione e rimettersi in carreggiata”.

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