Prevenzione

Riparte lo screening mammografico: 7mila esami a Varese, Tradate, Luino e Angera

La prevenzione quest'anno si farà forte anche dell'alleanza fra Università, Asst e associazioni del Terzo Settore

Riparte lo screening mammografico: 7mila esami a Varese, Tradate, Luino e Angera
Varese, 21 Settembre 2020 ore 15:20

Riparte dopo lo stop forzato a causa dell’emergenza Covid lo screening mammografico a prevezione del tumore al seno nelle sedi dell’Asst Sette Laghi: circa 7mila gli esami in programma.

Riparte lo screening mammografico nell’Asst Sette Laghi

Sono oltre settemila le donne che entro la fine dell’anno riceveranno la lettera di invito ad aderire alla campagna di screening mammografico promossa da ATS Insubria in collaborazione con l’ASST dei Sette Laghi per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore della mammella, malattia socialmente invalidante che colpisce più di 53mila donne all’anno in Italia.

Esami fino a dicembre

Gli esami sono proposti ogni sabato e domenica, dalle 8.00 alle 20.00, fino a dicembre nelle sedi dell’Ospedale di Circolo di Varese, dell’Ospedale di Tradate, dell’Ospedale di Luino e, a partire dal primo fine settimana di ottobre, anche dell’Ospedale di Angera, dove è stato installato un nuovo mammografo pronto ad entrare in funzione.

La scelta di eseguire gli esami nei giorni di sabato e domenica è legata alle indicazioni regionali e nazionali per garantire il distanziamento sociale ed evitare il sovraffollamento e ha richiesto un importante sforzo organizzativo che ha coinvolto in particolare il personale della Radiologia, a partire dai Tecnici che eseguiranno le mammografie e dai Radiologi che le referteranno.

Collaborazione con Terzo Settore e studentesse

Sul fronte dell’accoglienza alle donne che si presenteranno allo screening, fondamentale è la collaborazione accordata al progetto da parte del Terzo Settore e di moltissime studentesse del Corso di laurea in Scienze e Tecniche della Comunicazione, sia del triennio, sia del biennio specialistico.

Nel dettaglio,  sei associazioni di volontariato (ANDOS Varese, LILT Varese e della Valcuvia, Varese per l’Oncologia, Città delle Donne e Gruppo Donne di Cunardo) coordinate da CAOS (Centro Ascolto donne Operate al Seno) daranno il proprio contributo soprattutto per quanto riguarda il tutoraggio e la formazione delle studentesse. Queste ultime, grazie ad una eccezionale disponibilità unita ad un altrettanto grande sforzo organizzativo, saranno presenti tutti i sabato e le domeniche nelle sedi in cui è offerto lo screening, in virtù di una convenzione tra l’associazione CAOS e l’Università dell’Insubria.

“Occasione di contatto fra mondo universitario e Insubria”

“La collaborazione tra il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria e l’Associazione CAOS in merito al progetto di accoglienza allo screening mammografico dell’ASST Sette Laghi ed ATS Insubria,  è una felice occasione di contatto tra il mondo universitario e il territorio insubre: tante studentesse del corso hanno accolto la proposta con immediato entusiasmo ed empatia – spiega la Prof. Paola Biavaschi, storica del Diritto e Docente di Diritto e Deontologia dell’Informazione – E’ con profonda gioia che abbiamo accolto la proposta della Presidentessa dell’Associazione  C.A.O.S., Adele Patrini, con la quale abbiamo già avuto occasione di collaborare per il Corso di Alta Formazione – Mobbing e molestie sessuali e psicologiche sul luogo di lavoro”.

Prima tappa di un lungo viaggio insieme

“Entrambi i progetti mettono al centro la persona e i suoi beni più preziosi: la salute, la dignità, il lavoro, la parità di genere. Protagonista di queste operazioni l’incontro tra i nostri studenti e il loro amato territorio – aggiunge il Presidente del Corso di Laurea, Prof. Giulio Facchetti – Ci auguriamo che questa sia solamente una tappa di un lungo viaggio insieme. Il nostro corso di Laurea sta lavorando sempre più sui temi della comunicazione sanitaria e scientifica, oggi di profondo e indiscusso impatto mediatico. Questo interesse, tuttavia, non si rivolge solamente alle attuali vicende pandemiche, ma anche a molti altri argomenti caldi quali per esempio le fake news scientifiche, la questione dei vaccini, le emergenze ambientali, la povertà educativa legata agli stereotipi di genere, il difficile ritorno al lavoro dopo la malattia e la sensibilità nei confronti della prevenzione oncologica. Per questo, proprio oggi questo progetto è così importante e centrale dal punto di vista comunicativo”.

“Lotta al cancro è battaglia di civiltà”

“Sono onorata della collaborazione tra CAOS e la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università dell’Insubria per l’accoglienza allo screening mammografico, che attesta l’eticità di una cura integrata di scienza e cultura – tiene a sottolineare Adele Patrini, Presidente CAOS – La lotta al cancro è una battaglia di civiltà e la straordinaria cordata solidale che si è stretta intorno all’Ospedale ha celebrato questo concetto in una logica di welfare-community,  nella profonda consapevolezza che l’Ospedale stesso è parte di tutti noi!”

“Ringrazio tutto il personale coinvolto che ha permesso di dare attuazione a questa iniziativa – tiene a dire il Dott. Ivan Mazzoleni, Direttore SocioSanitario dell’ASST dei Sette Laghi – L’emergenza Covid ha bloccato lo screening, rendendo ora necessario un impegno ulteriore ed importante per garantire alle donne il percorso di prevenzione interrotto. E questo importante risultato è stato possibile grazie alla collaborazione accordata dal personale della Radiologia diretta dal Dott. Leonardo Callegari, a quello delle strutture del Coordinamento Ambulatoriale e dei Sistemi di Accesso e alla grande disponibilità degli Studenti e dei  Volontari, che ancora una volta hanno dimostrato come il Terzo Settore sia ormai una parte integrante, e non più solo un partner, della nostra Azienda”.

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A rimarcare l’importanza dell’iniziativa è anche Emanuele Monti, Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia: “Si tratta di un’iniziativa fondamentale per la diagnosi precoce e la tutela della salute della donna. Inoltre, ritengo sia un ottimo segnale vedere studenti e volontari lavorare fianco a fianco con una finalità comune. Nel primo fine settimana in alcuni punti sono state raggiunti picchi del 70% di affluenza”.

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