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Regione contro i tamponi privati: stop a quelli rapidi

Costano 30 euro e danno risposta in 15 minuti. La Regione però ha deciso di impedirne l'utilizzo fuori dal pubblico

Regione contro i tamponi privati: stop a quelli rapidi
Cronaca Varese, 26 Ottobre 2020 ore 17:13

Era già successo in piena Fase 1, quando Regione decise di impedire l’utilizzo dei test sierologi da parte delle cliniche private. Ora il film si ripete con quelli rapidi che garantiscono l’esito in 15 minuti.

Tamponi rapidi privati, stop dalla Regione

“Forse Regione vuole garantirsene l’esclusività”. E’ l’unica spiegazione che è riuscito sinora a darsi Luca Foresti, direttore del Centro Medico Sant’Agostino di Milano, commentando con l’agenzia Adnkronos lo stop deciso da Regione Lombardia ai tamponi rapidi erogati dalle cliniche e ambulatori privati. Uno stop arrivato a meno di una settimana dall’avvio della sperimentazione in scuole e Pronto Soccorso e che riporta subito alla primavera e alla Fase 1, quando Regione vietò alle cliniche private di effettuare i test sierologici instaurando un monopolio pubblico con la DiaSorin; decisione, questa, poi annullata dopo le forti proteste.

I tamponi rapidi: un’arma importante contro il Covid

Eppure, come spiegato in occasione dell’avvio della sperimentazione, il tampone rapido può essere cruciale nel contrasto dell’epidemia. Fornendo un risultato in 15 minuti, permetterebbe di riconoscere subito i positivi ed avviarli, come avviene in alcune Regioni e nella sperimentazione, al tampone “classico”, lasciando liberi dall’isolamento i negativi. Fino alla decisione della Regione, arrivata nei giorni scorsi, il prezzo per il tampone rapido era di 30 euro fa sapere Foresti: “Adesso Milano si trova senza questa opportunità e non capiamo come le Regioni, invece di chiedere aiuto ai privati, preferiscano bloccare attività come queste”. Una decisione che lascia fermi nel solo magazzino del Sant’Agostino 10mila test antigenici rapidi.

Astuti: “Autorizzare e regolamentare subito”

E come nello stop sui sierologici in Fase 1, il consigliere Pd Samuele Astuti chiede un’immediata marcia indietro dalla Regione col via libera ai tamponi rapidi per cliniche, ambulatori e centri medici privati. Marcia indietro che si traduce in una regolarizzazione esattamente come avvenuto ad aprile:

“Chiediamo alla Regione – sottolinea Astuti –  di avocare a se la governance del sistema, regolare l’erogazione  dei tamponi rapidi, fissare  un prezzo di riferimento e l’obbligo per la struttura che li esegue di fare in caso di positività anche il test molecolare. Questo  servirebbe a monitorare il territorio, fattore indispensabile al contenimento dell’epidemia. Ora è più che mai necessario diagnosticare i positivi il più in fretta possibile. Ognuno  deve conoscere il proprio stato di salute e responsabilmente, anche se asintomatico, isolarsi  per evitare il propagarsi del virus”.

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