Busto Arsizio

Prostituzione in un centro massaggi di Busto, 46enne cinese arrestata

Un'attività clandestina nemmeno troppo nascosta, pubblicizzata con foto e descrizioni che lasciavano intendere le prestazioni offerte

Cronaca Busto Arsizio, 06 Settembre 2021 ore 15:27

I militari della Compagnia di Busto Arsizio hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio su richiesta del P.M. Carlo Alberto La Fiandra, nei confronti di una donna di 46 anni, di nazionalità cinese, proprietaria di un centro massaggi cinese, per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nei confronti di quattro donne, tutte di nazionalità cinese.

Centro massaggi e casa chiusa a Busto Arsizio

Le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno permesso di accertare che il centro massaggi era solamente una copertura. La titolare, fin dallo scorso novembre, ha gestito ed organizzato un’attività di sfruttamento della prostituzione che le garantiva un’ingente giro di affari.

Il “centro benessere”, pubblicizzato su diversi siti internet con fotografie di giovani donne e descrizioni che facilmente lasciavano intendere che all’interno si praticassero non solo messaggi del corpo ma anche prestazioni sessuali, era frequentato da numerosi avventori, per lo più italiani e di ogni estrazione sociale.

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L’attività era molto ben organizzata e gestita interamente dalla titolare del centro la quale prendeva i vari appuntamenti (in molti casi conosceva anche le abitudini dei clienti fissi) ed incassava direttamente il denaro relativo alla diversa prestazione il cui costo era variabile tra i 30 e i 70 euro.

Senza sosta anche durante il lockdown

Un’attività illecita che si è protratta in modo assolutamente costante e ininterrotto, anche nel periodo in cui vigevano le stringenti restrizioni imposte dalla diffusione del coronavirus, con un’alternanza e variazione delle ragazze adibite a massaggiatrici. Nella circostanza, l’immobile ove aveva sede il centro massaggi, rivelatosi strumentale allo svolgimento dell’attività illecita, è stato sottoposto a sequestro preventivo.