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"Niente sparate"

Over40, Fontana frena: "Abbiamo agende piene, potremo aprire dal 20 maggio"

Il Presidente ha spiegato di avere comunicazione sulle forniture solo fino al 20 maggio. "Solo da quella data potremo valutare eventuali allargamenti"

Over40, Fontana frena: "Abbiamo agende piene, potremo aprire dal 20 maggio"
Cronaca Varese, 13 Maggio 2021 ore 14:36

La Lombardia lavora per programmare la campagna vaccinale anche per i quarantenni ma le prenotazioni non prenderanno il via lunedì prossimo, 17 maggio, come vorrebbe il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo, bensì salvo sorprese dopo il 20 maggio.

Over40 da lunedì? No, salvo nuove dosi

Il problema è sempre quello: il numero di dosi ma, soprattutto, la stretta programmazione sui futuri rifornimenti. Per questo stamattina intervistato da Radio24 il Presidente Attilio Fontana ha frenato dopo l'apertura alle iscrizioni per i 40enni fatta ieri sera dal Commissario per l'Emergenza Figliuolo.

"Noi vogliamo fare le cose con coerenza, non fare sparate che non hanno molto significato. Le nostre agende sono state riempite dai 50/60enni che aderito. Fino al 20 maggio abbiamo la programmazione delle dosi, dopo il 20 sapremo quelle successive e credo che quella sia la data in cui potremo prevedere un eventuale allargamento".

"Dietro" l'apertura del 17 agli over40 decisa da Figliuolo ci sarebbe la necessità di riuscire a utilizzare le centinaia e centinaia di migliaia di dosi che attualmente prendono polvere nei magazzini di diverse Regioni. Dosi di AstraZeneca (e in misura molto minore, di Johnson&Johnson) che i cittadini non vogliono ricevere e che Regioni dove invece i tassi di rifiuto sono più bassi, come la Lombardia, chiedono di poter utilizzare. Tra queste ultime la Lombardia, come noto.

"Viaggiamo a un ritmo eccellente - ha ribadito Fontana - rispettiamo tutte le indicazioni che ci vengono date da Roma e i numeri che ci vengono richiesti. Potremmo andare molto oltre ma dobbiamo tener conto del numero di vaccini di cui disponiamo. Il Generale ci ha detto di viaggiare intorno alle 85mila e lo facciamo ma con la nostra organizzazione potremmo tranquillamente arrivare a 140/150mila dosi al giorno. Abbiamo chiesto formalmente un 'travaso' di dosi non utilizzate, operazione che deve fare la struttura commissariale e che ci ha detto essere in fase di valutazione.

Noi lombardi abbiamo il grande merito di fare senza alcun problema AstraZeneca, io stesso sono stato vaccinato con quello e devo dire che è stata un'ottima scelta".

Il piano per un'estate più libera

Sempre in collegamento con Radio24, Fontana ha parlato anche della discussione di questi giorni col Governo per la revisione dei parametri che determinano il grado di rischio delle regioni. La richiesta avanzata dai governatori è di parametri che possano permettere una definizione più "semplice e coerente, che si riferiscano a situazioni oggettive e non artefatte". Non è un mistero che il parametro più discusso sia l'indice Rt. "E' un parametro che ormai non fotografa con precisione la situazione - ha sottolineato Fontana -Si dovrebbe dare maggior importanza all'incidenza e abbiamo chiesto di tenere in maggior considerazione l'indice di occupazione degli ospedali e terapie intensive".

"Su Aria scelta sbagliata"

Il cambio di Governo con l'ingresso in maggioranza della Lega e la campagna vaccinale che ormai non porta più polemiche e grattacapi hanno ormai portato a un cambio di atteggiamento da parte della giunta lombarda. Finite le continue tensioni e battaglie col Governo, basta annunci e date che poi si fatica a rispettare. Si danno scadenze solo se certe e se si è sicuri di rispettarle.

E in questo cambio di comunicazione, trova spazio anche uno sguardo all'indietro sulla questione che per mesi ha ingarbugliato la campagna vaccinale in Lombardia: Aria, la società partecipata e la sua piattaforma costata una ventina di milioni e messa nel cassetto appena è arrivata quella di Poste.

"E' una società che fa parte del perimetro della nostra Regione e abbiamo chiesto all'inizio la loro disponibilità. Quando è partita la campagna vaccinale Poste non era ancora pronta. Abbiamo fatto una scelta, che mi rendo conto esser stata sbagliata, ma che in quel momento era inevitabile"