Due infermiere del Pronto soccorso di Gallarate sono state ferite questa notte mentre cercavano di sedare una rissa scoppiata tra tre pazienti appena scesi da un’ambulanza.
Notte di violenza in Pronto soccorso: ferite anche due infermiere
Le tre persone coinvolte, una donna e due uomini, erano stati portati in Ps perchè in alterazioni psicofisica, molto probabilmente ubriachi: hanno iniziato a discutere fra di loro, venendo alle mani. Due infermiere presenti hanno cercato di fare da paciere ma la situazione è peggiorata ed entrambe sono state colpite e una ha subito anche un trauma cranico. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno diviso i presenti e riportato la calma.
Il commento del leghista Monti
«Quanto avvenuto al Pronto Soccorso di Gallarate è l’ennesimo gravissimo episodio di violenza sul nostro territorio che vede coinvolti cittadini stranieri. Non possiamo accettare che chi lavora ogni giorno negli ospedali al servizio della comunità sia costretto a mettere a rischio la propria incolumità».
Lo dichiara Emanuele Monti (Lega), presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia, commentando la violenta aggressione avvenuta nella notte al Pronto Soccorso di Gallarate, dove due infermiere sono rimaste ferite mentre cercavano di intervenire durante una rissa. Una delle operatrici ha riportato un trauma cranico.
«Esprimo la mia piena solidarietà alle due infermiere coinvolte e a tutto il personale sanitario del Pronto Soccorso di Gallarate. È inaccettabile che medici, infermieri e operatori, oltre alla pressione e alle difficoltà proprie del loro lavoro, debbano anche difendersi da aggressioni e violenze».
«Condivido l’appello della UIL sulla necessità di garantire strumenti concreti di sicurezza agli operatori sanitari. Serve una mobilitazione complessiva che coinvolga enti locali, Regione, Governo e Forze dell’Ordine. Penso soprattutto ai Comuni nei quali sono presenti ospedali e Pronto Soccorso e alle realtà dove si registra una maggiore incidenza di episodi di violenza e criminalità: qui servono una presenza adeguata delle Forze dell’Ordine e protocolli efficaci per prevenire e gestire tempestivamente le situazioni di pericolo».
«Non possiamo intervenire soltanto dopo che un infermiere o un medico è stato aggredito. La sicurezza deve essere preventiva e strutturale. Chi entra in un Pronto Soccorso deve sapere che qualsiasi forma di violenza nei confronti di chi è lì per curare e assistere è intollerabile e deve essere perseguita con la massima fermezza».
«Come presidente della Commissione Welfare continuerò a sostenere ogni iniziativa utile a rafforzare la sicurezza negli ospedali. Ai nostri operatori sanitari non dobbiamo soltanto solidarietà dopo l’ennesima aggressione: dobbiamo garantire strumenti concreti per lavorare in sicurezza e con la dignità che meritano», conclude Monti.