Respinta la richiesta di rito abbreviato, condizionato a produzione documentale, per Elena Pagani, la ex docente di 41 anni accusata dell’omicidio del suocero Romano Baldo, avvenuto nella mattinata del 9 giugno in via Pio XI, a Cassina Ferrara a Saronno. La richiesta era stata presentata al Gup Gianmarco Cantalini dal suo difensore, avvocato Angelo Murdolo, prima dell’inizio del processo, previsto per il 13 febbraio. E ieri, giovedì 15, si è tenuta la seconda udienza, in cui il giudice è stato chiamato a esprimersi sul rito abbreviato richiesto dalla difesa. Il giudice ha deciso di rigettare la richiesta.
No al rito abbreviato per Elena Pagani
«A seguito della mia richiesta, l’8 gennaio scorso, al Tribunale di Busto Arsizio, si è tenuta l’udienza, in cui il giudice, riconoscendo dignità giuridica ai temi addotti a sostegno della richiesta di rito abbreviato condizionato alla produzione documentale, si è riservato di approfondire il caso di specie, rinviando la decisione all’udienza del 15 gennaio – spiega l’avvocato Murdolo -. Considerando che il dottor Caputo, psichiatra nominato quale consulente tecnico d’ufficio dalla stessa Procura, ha ritenuto che la donna non fosse nel pieno delle proprie facoltà mentali quando è avvenuto il fatto, ossia che la capacità di intendere e di volere era fortemente minorata, e pertanto è venuta meno l’aggravante della premeditazione. E’ emerso in particolare che Pagani, all’epoca dei fatti, era al culmine di un periodo fortemente stressogeno, anche a causa di gravi traumi patiti e da cui è derivata una crisi psicotico-paranoide, che sicuramente ha compromesso la sua capacità di intendere e volere, culminando negli agiti di cui la donna oggi è accusata». Alla luce di quanto accertato, vi sono i presupposti per uno sconto di pena, talchè l’ipotesi dell’ergastolo potrebbe non essere più percorribile nonostante le aggravanti contestate.
L’avvocato sulla decisione del Gup
«Avrebbe potuto anche accogliere da subito la mia richiesta, ma non è mai successo in casi consimili. Quanto stabilito dal Gup, mi permetterà comunque di ripresentarla al Collegio della Corte d’Assise prima dell’inizio del dibattimento del processo, fissato per il 13 febbraio».
La figlia della vittima Romano Baldo, sorella del compagno di Elena Pagani, Cristiano, anche lui venuto nel frattempo a mancare, ha già comunicato la sua intenzione di costituirsi parte civile nel processo, mentre l’imputata ha invece espresso la volontà di presenziare alla prima udienza.