Cronaca
Strada per la ripartenza

La Lombardia si prepara al 4 maggio: ecco come sarà la "nuova normalità"

Allo studio finalmente la strategia per il "dopo quarantena". Ecco a cosa sta lavorando la Regione

La Lombardia si prepara al 4 maggio: ecco come sarà la "nuova normalità"
Cronaca Saronno, 15 Aprile 2020 ore 17:13

Regione Lombardia si prepara alla Fase 2 che inizierà (si spera) dal 4 maggio. Ieri l'assessore al Bilancio Davide Caparini aveva però avvertito: "Sarà una normalità nuova".

Lombardia, progettando il 4 maggio

Una "nuova normalità", fatta di graduali riaperture e ritorni fuori casa ma con mascherine e distanze nuove fedeli amiche. Ieri l'assessore al Bilancio Caparini aveva annunciato la creazione di una task force con le cinque migliori università lombarde, un "Comitato dei Saggi" composto dai Rettori dell’Università Cattolica di Milano, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano, Università Bicocca di Milano, Università Bocconi di Milano e dal Presidente del Comitato regionale di Coordinamento delle Università di Lombardia, in rappresentanza di tutte le Università lombarde. Starà a loro indicare le linee guida per la riapertura e per la via lombarda alla "Fase 2" annunciata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e per la quale è stata creata a Roma un'altro Comitato multidisciplinare. 

I pilastri della ripartenza

La "nuova normalità", il ritorno alla vita dopo oltre 2 mesi di quarantena più e meno forte, dovrebbe poggiare sulle "Quattro D": Distanza, Dispositivi, Digitalizzazione e Diagnosi. Nell'ordine, rispetto del metro di sicurezza tra le persone, obbligo di mascherina, obbligo di smart working per chiunque sia possibile e via libera dopo i test sierologici che dal 21 aprile saranno condotti sulla base di un piano (ancora in fase di definizione da parte di un'altra task force, medica) per categorie e che potrebbero dare una sorta di "patentino d'immunità".

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Riaperture scaglionate

Non sarà comunque un "liberi tutti". L'intenzione è quella di prevedere aperture scaglionate delle attività, anche su base oraria, per evitare assembramenti negli edifici e sui mezzi pubblici. E lo stesso anche scuole e università che comunque non riapriranno prima di settembre, a differenza di quanto sta avvenendo negli altri Stati Europein che hanno attivato il lockdown anche due settimane dopo l'Italia.

Ospedale in Fiera "assicurazione contro il sovraffollamento"

C'è poi il ruolo dell'Ospedale in Fiera, che dopo i festeggiamenti per la sua rapida realizzazione con almeno 21 milioni di euro donati dai cittadini e imprese si è trasformato quasi in un boomerang per la Giunta lombarda, specialmente dopo che ieri sera l'assessore Giulio Gallera aveva ammesso che, per fortuna, "non è servito".

"L’ospedale straordinario alla Fiera di Milano, che è costato zero euro pubblici - precisano dalla Regione - diventerà il presidio che veglierà sulla salute dei lombardi come una vera e propria assicurazione contro il sovraffollamento delle altre strutture regionali".

Cassa integrazione e sostegno alle imprese

"A queste strategie – conclude una nota dalla Regione – si accompagnano altri provvedimenti, su cui Regione Lombardia sta giocando un ruolo da protagonista: cassa integrazione con garanzia della Regione, piano di sostegno per piccole e medie imprese (sul tavolo c’è un pacchetto di facilitazioni per l’accesso al credito, con la possibilità di mobilitare risorse fino a un miliardo), provvedimenti a beneficio del personale sanitario (stabilizzazione e bonus economico con almeno 80 milioni di Regione Lombardia in aggiunta ai fondi del governo)". "E’ la via lombarda alla libertà", dice il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

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