Il caso

“In centro siamo ostaggi della movida selvaggia”

Lo sfogo dei residenti: "Centinaia di ragazzini si riversano in strada fuori dai locali e fino all’alba schiamazzano disturbando il nostro riposo".

“In centro siamo ostaggi della movida selvaggia”

«Siamo costretti a dormire con i tappi e abbiamo spostato le camere da letto distanti dalla strada. D’estate siamo ostaggio della selvaggia movida notturna. Questo non è un paese vivo, ma un paese dove regna il degrado». Così Loris Carnelli, residente in una corte di via Vittorio Emanuele, a Turate, proprio di fronte a Palazzo Pollini e alla chiesetta di San Giuseppe, sfoga la sua esasperazione per una situazione invivibile che persiste negli anni senza miglioramenti: era il 2014 quando contribuì alla nascita del comitato «Civiltà e cultura per Turate», che aveva raccolto centinaia di firme di turatesi del centro esasperati, mentre l’anno dopo aveva vissuto l’esplosione di una bomba carta nel suo cortile. Nel frattempo nulla è cambiato.

In estate le notti sono invivibili

«Da quando sono finite le scuole, centinaia di ragazzini si riversano in strada fuori dai locali e fino all’alba schiamazzano disturbando il nostro riposo. Non hanno rispetto, oltre che delle persone, anche dei luoghi sacri, perché si mettono a suonare anche la campana della chiesetta di San Giuseppe – racconta Carnelli – Non sanno come divertirsi e fanno anche gare con gli scooter. Non oso immaginare cosa possa succedere se, magari ubriachi, si mettono al volante e iniziano a circolare per il paese. Ma dove sono i loro genitori? Non si chiedono cosa fanno i loro figli in giro? Anche io sono stato giovane e mi sono divertito, ma il rispetto per gli altri c’era».

Spettacolo impietoso all’alba

Lo spettacolo in centro all’alba è impietoso: «Troviamo all’ingresso del mio cortile feci, urina e vomito, tanto che sono stato costretto a installare telecamere per disincentivare questi episodi. In piazza, anche davanti al municipio o sul sagrato della chiesa, troviamo bottiglie rotte, cartacce e rifiuti di ogni tipo». E ancora: «Dalle 19.30, orario dell’aperitivo, fino all’alba le vie Garibaldi, Vittorio Emanuele e Libertà sono invivibili. Alle 4 sono dovuto scendere in strada per chiedere a un uomo in monopattino di spegnere la musica a tutto volume». Infine un appello alle Istituzioni: «Le ordinanze non bastano se nessuno le fa rispettare e neanche appellarsi al senso civico serve. Ci vuole l’intervento costante di forze dell’ordine e non di volontari, la cui presenza non scongiura fenomeni di inciviltà».