Cerimonia funebre

Il “grazie” e la commozione di Saronno nell’ultimo saluto a monsignor Angelo Centemeri

L'Arcivescovo Delpini: "Un prete esemplare, un consigliere saggio, un uomo di preghiera".

Il “grazie” e la commozione di Saronno nell’ultimo saluto a monsignor Angelo Centemeri

Stamattina, sabato 14 marzo, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo è stato celebrato il rito funebre.

“Un prete esemplare, un consigliere saggio, un uomo di preghiera”

C’era tutta la “sua” Saronno stamattina, sabato 14 marzo, per dire “grazie” a monsignor Angelo Centemeri, e accompagnarlo nel suo ultimo viaggio terreno nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo dove, dal 1982 al 2007, è stato prevosto.
All’inizio della celebrazione funebre il vescovo, monsignor Giuseppe Natale Vegezzi, ha letto la lettera di cordoglio dell’Arcivescovo Mario Delpini che ha ricordato come nel suo incarico don Angelo:

“Ha messo a frutto le sue doti di sapienza, di onestà nella ricerca e nella comunicazione, di pazienza vissuta con una fede lieta e intensa. L’avanzare negli anni e del diminuire delle forze non hanno impedito di essere fino all’ultimo un prete esemplare, un consigliere saggio, un uomo di preghiera. La sua testimonianza e la sua preghiera porteranno frutto in coloro che l’hanno conosciuto e in coloro che ne sentono parlare come testimone di un desiderio profondo di fare il bene e di dare gloria a Dio. Vale la pena di vivere così”.

“Come prevosto sei stato un vero punto di riferimento”

Nell’omelia il prevosto, monsignor Giuseppe Marinoni, si è rivolto direttamente a don Angelo:

“In questi giorni abbiamo pregato per te a Saronno e anche in tutti i luoghi dove sei passato, mandato dei nostri Arcivescovi e hai lasciato dei segni indelebili, non solo e non tanto nelle opere concrete; il solo elenco di quelle realizzate a Saronno per la comunità, sia cristiana sia civile, sarebbe troppo lungo.
Hai lasciato soprattutto dei segni nel segreto dei cuori e delle coscienze. Mi diceva uno di voi: “Ho perso un padre, un padre nella fede”.
Come prevosto sei stato un vero punto di riferimento, non solo per le parrocchie cittadine e del decanato, ma anche per l’intera città e il riconoscimento della Ciocchina (la civica benemerenza, ndr) nel 2005 lo testimonia. (…) E poi, sempre qui a Saronno, sei rimasto come cappellano presso la casa di riposo Gianetti, dove ti sei contraddistinto per la tua presenza discreta e rispettosa.
Carissimo don Angelo, una sola parola vogliamo dire dal profondo del nostro cuore: “Grazie”. Grazie per quell’uomo dolce e sicuro che sei stato, per quel cristiano credente, capace di vera testimonianza”.

“Presenza capace di accompagnare intere generazioni”

La sindaca Ilaria Pagani ha espresso il “grazie” a nome della città dove don Angelo ha vissuto per più di 40 anni:

“La nostra comunità oggi si raccoglie con profonda commozione per salutare monsignor Angelo Centemeri. A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la città, desidero esprimere la nostra gratitudine per la vita spesa al servizio della Chiesa e delle persone.
Il ministero di monsignor Centemeri ha lasciato un segno che va oltre i ruoli e gli incarichi: è stato soprattutto un punto di riferimento umano e spirituale, una presenza capace di accompagnare intere generazioni.
Nel suo cammino sacerdotale come Prevosto di Saronno per 25 anni e poi nei successivi 19 anni come Cappellano della Casa di Riposo Gianetti, ha scelto ancora Saronno.
Ha saputo essere guida, ascolto e presenza. Con discrezione e dedizione ha accompagnato tante persone nei momenti più importanti e anche nei più difficili della vita: nella gioia delle celebrazioni, nella fatica delle prove, nella ricerca di senso che attraversa ogni esistenza.
Chi lo ha incontrato ricorda la sua capacità di stare accanto alle persone con semplicità, con uno sguardo attento e parole che sapevano incoraggiare. È così che si costruiscono legami profondi nelle comunità: con la fedeltà quotidiana, con il servizio silenzioso, con la forza della testimonianza.
Oggi la città si stringe con affetto attorno alla sua famiglia e alla comunità ecclesiale, nel ricordo riconoscente di un sacerdote che ha contribuito a far crescere il senso di comunità, educando alla solidarietà e alla cura degli altri.
Il modo più autentico per onorare la sua memoria è custodire ciò che ha seminato: l’attenzione verso le persone, la disponibilità al servizio, il desiderio di costruire comunità più unite e più umane.
A nome della città di Saronno dico grazie monsignor Centemeri per il bene che ha fatto e per la testimonianza di fede che lascia a tutti noi. Arrivederci don Angelo”.