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Covid

E’ di Castiglione il primo caso trovato e guarito di variante sudafricana in Italia

Il primo sintomo, la difficoltà respiratoria, dopo il rientro dal Malawi con tampone negativo. Un mese dopo quel giorno, ha sconfitto la mutazione del virus

E’ di Castiglione il primo caso trovato e guarito di variante sudafricana in Italia
Cronaca Valle Olona, 13 Marzo 2021 ore 14:17

Si chiama Silverio Picasso, e da 30 anni opera da volontario in Africa. Dopo il suo ultimo ritorno, dal Malawi, i sintomi e la diagnosi: positivo al coronavirus, variante Sudafricana. Il primo caso in Italia.

Guarito il primo caso di variante sudafricana

E’ ancora in ospedale a Varese ma dopo un mese di ricovero  Silverio Picasso è guarito. Il volontario castiglionese non è stato solo il primo caso in Italia di variante sudafricana ma anche il primo guarito nel Belpaese da questa particolare (e temuta) mutazione del virus.

Dopo il ritorno a casa, dall’aeroporto di Malpensa, Picasso ha iniziato ad accusare difficoltà respiratorie. Come spiegavano all’epoca da Ats, visto il paese di provenienza si è deciso subito di attivare un protocollo più stringente e sequenziare il virus. L’analisi non lasciò dubbi, e subito Ats avvio il tracciamento dei contatti per cercare eventuali casi sospetti che potessero essersi infettati.

“Avevo difficoltà di respirazione, mi hanno messo lo scafandro per respirare – ha raccontato giovedì sera ai cronisti del Tg1 – Una cosa terribile”.

Anche in ospedale, il castiglionese è stato ricoverato in isolamento completo dagli altri pazienti.

Le tante varianti individuate a Varese

All’interno del laboratorio dell’Ospedale di Circolo ogni giorno si analizzano una quarantina di campioni prelevati dai pazienti positivi al Covid, in cerca di possibili varianti. Che vengono trovate, in gran numero, anche delle più rare tanto da far diventare la provincia di Varese quasi un “caso” per la massiccia e variegata presenza di mutazioni anche rarissime, come la thailandese, o il primo focolaio accertato al mondo di variante scozzese, o del tutto sconosciute come quella rilevata a Viggiù.

Presenze “figlie” di due fattori: il primo, ovviamente, il fatto che si cercano e sequenziano giornalmente decine e decine di campioni; il secondo, invece, geografico come ha spiegato sempre al Tg1 il dottor Francesco Dentali, direttore dei reparti Covid di Varese: “Siamo vicino a Malpensa e in un territorio di confine”.