Cronaca
Ucraina

Due convogli distrutti dall'esercito russo, in uno potrebbe esserci Luca Vavassori

Il tragico messaggio sulla sua pagina Instagram lascerebbe solo poche speranze

Due convogli distrutti dall'esercito russo, in uno potrebbe esserci Luca Vavassori
Cronaca Alto Milanese, 26 Aprile 2022 ore 08:33

Ore di ansia per la famiglia di Luca Vavassori

Ore di ansia per la famiglia di Luca Vavassori il figlio di Alessandra Sgarella ex titolare dell'Italsempione di Cornaredo e Pietro Vavassori attuale proprietario della ditta che oggi ha sede a Vittuone,  combattente in Ucraina. Da sabato sera si sono persi i contatti con lui ex portiere delle società di calcio di Cornaredo, Vittuone e Legnano.

Uno strano messaggio sul suo profilo Instragram

 Ivan Luca Vavassori, 29 anni di origini russe, adottato dalla famiglia Vavassori quando era piccolo, si è arruolato come volontario all’inizio della guerra per combattere nelle file degli ucraini. Stamattina, sul suo profilo Instagram, è apparso questo messaggio: “Ci dispiace informarvi che la scorsa notte, durante la ritirata di alcuni feriti in un attacco a Mariupol, due convogli sono stati distrutti dall’esercito russo. In uno di questi c’era forse anche Ivan, insieme col 4° Reggimento. Stiamo provando a capire se ci sono sopravvissuti. Vi informeremo attraverso le due pagine Instagram e Facebook che Ivan ci ha lasciato a gestire”.

Ivan potrebbe far parte di due convogli distrutti dall'esercito Russo

“Ci dispiace informare tutti che questa notte, durante la ritirata di alcuni feriti dall'attacco a Mariupol, due convogli sono stati distrutti dall'esercito russo. In uno di questi, presumibilmente, c'era Ivan con il quarto reggimento. Stiamo cercando di fare del nostro meglio per capire se ci sono persone vive”.

La mamma fu rapita

Alessandra Sgarella fu sequestrata a Milano l’11 dicembre del 1997 e liberata a Locri nove mesi dopo, il 4 settembre del 1998. Del sequestro di Alessandra Sgarella si è parlato a lungo, tra le polemiche, perchè la famiglia e gli investigatori hanno sempre negato che per il rilascio dell’imprenditrice sia stato pagato un riscatto. In realtà, il sospetto che la liberazione della Sgarella non sia stata a titolo gratuito, malgrado il blocco dei beni della famiglia, è sempre stato più che fondato. E l’ipotesi è che il pagamento sia avvenuto, proprio per aggirare il blocco dei beni, attraverso un’operazione bancaria estero su estero. Alessandra Sgarella è morta il 27 agosto del 2011

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