Cronaca
Novita'

Coldiretti: "I decreti salva spesa”, danno respiro al made in Varese

"Un passo determinante per impedire che vengano spacciati come made in Italy prodotti con ingredienti di bassa qualità provenienti dall’estero".

Coldiretti: "I decreti  salva spesa”,  danno respiro al made in Varese
Cronaca 25 Novembre 2021 ore 15:00

  “E’ una buona notizia per il made in Varese l’annuncio dei decreti che salvano la spesa Made in Italy con l’obbligo di indicare in etichetta dal primo gennaio 2022 la provenienza dell’ingrediente principale, dal latte ai salumi, dai formaggi alla pasta”. Lo rimarca il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori a commento della firma dei provvedimenti da parte del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, che ha firmato i provvedimenti. Si tratta di un passo determinante - sottolinea Coldiretti Varese - per impedire che vengano spacciati come Made in Italy prodotti con ingredienti di bassa qualità provenienti dall’estero che non rispettano i rigidi paramenti di qualità di quelli nazionali.

 

I decreti salva spesa sono una buona notizia

La firma dei decreti dà respiro a produzioni strategiche per il territorio – in primis il latte - e garantisce trasparenza sulla reale origine su prodotti base della dieta degli italiani che rappresentano circa ¾ della spesa ma resta ancora anonima l’origine dei legumi in scatola, della frutta nella marmellata o nei succhi, del grano impiegato nel pane, biscotti o grissini senza dimenticare la carne o il pesce venduti nei ristoranti.

 

"Il provvedimento risponde alle richieste di quell’80% dei consumatori che, secondo il rapporto Coldiretti/Censis, verifica gli ingredienti di cui si compongono gli alimenti da acquistare, scorrendone quella sorta di carta d’identità istantanea che è l’etichetta. Poiché nel quotidiano l’alimentazione è uno dei motori del benessere soggettivo, gli italiani sono sempre a caccia delle informazioni che rendono possibile per un determinato prodotto alimentare la tracciabilità, intesa come la trasparenza su provenienze e connotati dei processi produttivi e distributivi. L’Italia, che è leader europeo nella qualità, ha infatti il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari dell’Ue – aggiunge Fiori – “poiché in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della tracciabilità con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti, venendo incontro alle richieste dei consumatori italiani ed europei”.   Non a caso sono ben 1,1 milioni le firme raccolte nell’ambito dell’iniziativa dei cittadini dell’Unione Europea “Eat original! unmask your food” promossa dalla Coldiretti, da Campagna Amica e da altre organizzazioni europee, da Solidarnosc a Fnsea, per l’estensione dell’obbligo di etichettatura con l’indicazione dell’origine su tutti gli alimenti.

 

Battaglia storica di Coldiretti

 

L’etichettatura di origine obbligatoria dei cibi è una battaglia storica della Coldiretti ed è stata introdotta per la prima volta in tutti i Paesi dell’Unione Europea nel 2002 dopo l’emergenza mucca pazza nella carne bovina per garantire la trasparenza con la rintracciabilità e ripristinare un clima di fiducia".