Salute

Castellanza punta alla Casa della Comunità: individuate due possibili sedi

Presentate le candidature per delle sedi, attesa la decisione

Castellanza punta alla Casa della Comunità: individuate due possibili sedi
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Regione, ATS Insubria e ASST Valle Olona stanno procedendo a ritmo serrato nel processo di riordino della sanità lombarda e la possibilità che Castellanza diventi un punto nevralgico della futura rete di servizi, con la nascita di una Casa della Comunità, è oggi molto più che un’idea.

Casa della Comunità a Castellanza, il sindaco: "Quasi una certezza"

“Direi che è quasi una certezza” afferma il Sindaco, dopo l’incontro avuto nei giorni scorsi con il Direttore Socio-Sanitario dell’ASST, Marino Dell’Acqua. Le risorse europee ottenute dal Governo con il PNRR sono già in parte disponibili e ora occorre accelerare individuando siti e strutture idonee ad ospitare le nuove “Case della Comunità”, vale a dire i centri che dovranno coordinare la rete dei servizi territoriali.

Due possibili sedi

Le sedi candidate dal Comune di Castellanza, d’intesa con la Castellanza Servizi e Patrimonio, sono due: l’immobile collocato nell’area degli ex-Camilliani e i locali posti al piano superiore della ex-Scuola Manzoni.

La prima struttura è attualmente occupata dai tre medici di base di Castegnate (oltre ad una comunità di recupero per giovani il cui contratto è però già scaduto); la seconda è collocata sopra altri cinque medici di base e attualmente ospita la sede della CSP e quella della Azienda Consortile di Valle.

Ma l’azienda consortile di Valle si trasferirà a Solbiate Olona a fine anno, mentre la CSP dispone di un vasto patrimonio immobiliare che potrà sfruttare come sede alternativa.

“E la vicinanza dei medici di base – spiega il Sindaco, Mirella Cerini – è il valore aggiunto che ci ha permesso di candidare le due sedi, con ottime possibilità che vengano accolte”.

Le regole approvate dalla Regione prevedono infatti che le nuove Case della Comunità costituiscono punti nevralgici per il governo della rete dei servizi territoriali per la cronicità e per l’utenza fragile, in particolare anziani e disabili.

“Sia i cittadini che i medici di base – prosegue il Sindaco - dovranno trovare in queste nuove strutture dei punti di informazione e servizi funzionali ad evitare ricoveri impropri, ottenere servizi domiciliari e gestire in modo efficace le dimissioni protette dagli ospedali. Ecco perché l’attivazione delle Case della Comunità non solo non impedirà, ma addirittura beneficerà della presenza dei nostri medici”.

Gli incontri con l’ASST per la individuazione delle due sedi sono proseguiti nel corso degli ultimi mesi e si sono concretizzati nei giorni scorsi con la formale candidatura dei due siti, sottoscritta dal Sindaco e dall’Amministratore Unico di Castellanza Servizi.

Attesa per la decisione e la terza opzione

Nelle prossime settimane ATS e ASST comunicheranno le proprie decisioni, tenendo conto anche della possibilità di recuperare e valorizzare un’altra struttura castellanzese di proprietà dell’ASST: l’ex Centro Audiofonologico di Via don Minzoni.

“Le opportunità sono tante – conclude il Sindaco – ma sono tanti anche i bisogni: oltre alle nuove Case della Comunità, il sistema socio-sanitario è infatti alla ricerca di soluzioni alternative per una vasta rete di servizi territoriali quali il Centro di riabilitazione mentale e la Neuropsichiatria infantile. Con il dottor Dell’Acqua abbiamo convenuto che il grande patrimonio immobiliare della nostra città consente di rispondere in modo adeguato e puntuale a tutte queste esigenze. E la possibilità che queste richieste vengano accolte è oggi qualcosa di più di una speranza”.

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