Proposta rigettata, il Comune di Tradate rivuole tutto: 348.925,39 euro, gli stipendi (lordi) di 14 anni percepiti dall’ex agente della Polizia locale A. C..
Assunto con un diploma falso, mediazione rifiutata
Nessuna mediazione possibile allo stato attuale, neppure quella da 50mila euro proposta dal giudice del Tribunale del Lavoro di Varese. Il Comune nel 2022 gli aveva chiesto di restituire tutto quanto ricevuto dal Municipio a partire dal 2007, ritenendo nullo ogni contratto di lavoro.
Un inganno durato 14 anni
Motivo? Non avrebbe mai dovuto vestire la divisa della Polizia locale in quanto non aveva conseguito il diploma di maturità, documento necessario per partecipare al bando di selezione.
Quello presentato e depositato in Comune nel 2007, infatti, era un falso. Di cui nessuno, per 14 anni, si sarebbe accorto. Né la commissione dell’epoca, né chi negli anni successivi, prima al rinnovo del contratto determinato e poi alla stabilizzazione, nonostante un “dettaglio” decisamente macroscopico: all’iscrizione al concorso C. aveva autodichiarato un diploma conseguito in Calabria, in una scuola privata; all’assunzione, ne aveva depositato uno di un istituto di Tradate. E per 14 anni, C. ha fatto il suo dovere, ricevendo anche encomi ed elogi. Fino all’inizio del 2021, quando la Procura di Varese aveva chiesto al Comune copia di alcuni fascicoli relativi a diversi dipendenti, tra cui appunto l’agente che a febbraio aveva quindi comunicato al sindaco Giuseppe Bascialla d’esser stato interrogato dal Pubblico Ministero di Varese perché indagato e “confermando – si legge nella delibera che rigetta la proposta transattiva – che il diploma da lui prodotto all’amministrazione era stato da lui falsificato in quanto mai conseguito”.
Le vicende giudiziarie
Ma la storia è più complicata e si intreccia con altri due processi, attualmente in corso, che vedono C. imputato in uno per concorso morale in lesioni e parte offesa nell’altro contro la persona (la stessa che al contrario nell’altro processo è parte offesa) cui si sarebbe affidato per conseguire il diploma e che per quasi tre lustri lo avrebbe ricattato con la minaccia di rivelare il suo segreto, G. C..
L’ex agente infatti anche in passato aveva spiegato che, quando partecipò al concorso sarebbe stato realmente di avere quel titolo di studio. Come riferito in aula dallo stesso G. C., vittima dell’aggressione da parte del padre e del fratello dell’ex agente nel febbraio 2021, C. si era rivolto a lui chiedendogli di aiutarlo ad avere un diploma; lui gli aveva indicato una scuola privata in Calabria, aveva messo a disposizione la propria casa per il cambio di residenza e lo aveva anche accompagnato. C. s’era iscritto, aveva pagato, e aveva sostenuto l’Esame di Stato e conseguito il diploma.
Ma, in realtà, era stato truffato e quel certificato non era mai esistito. La scoperta solo a concorso superato, seguita dalla decisione di falsificare l’atto.
“Avremmo rischiato il danno erariale”
Tornando alla questione degli stipendi, il Comune rifiutando la proposta di transazione ha stabilito di andare in giudizio, fino in fondo. Udienza a giugno. E intanto, a distanza di ormai 4 anni, con la delibera della scorsa settimana si è anche dato mandato agli uffici di segnalare tutta la vicenda alla Procura della Corte dei Conti con annessa denuncia.
“Non è una questione personale, sia subito chiaro – sottolinea il sindaco – Ma puramente tecnico-giuridica. Accettare l’offerta avrebbe significato riconoscere un rapporto di lavoro che si è poi scoperto illegittimo per quel vizio all’origine, ed esporre l’Ente al rischio di un danno erariale. Diverso quando sarà il giudice ad esprimersi”.