codici verdi

A Bresso e Busto i due Check Point Clinici Avanzati di AREU

Quello attivato la scorsa settimana alla caserma Ugo Mara di Solbiate si è trasferito a Malpensafiere, al posto del punto tamponi

A Bresso e Busto i due Check Point Clinici Avanzati di AREU
Busto Arsizio, 20 Novembre 2020 ore 15:46

Meno chiamate ai servizi di emergenza di Areu al 112 e 118, riorganizzato il sistema di Check Point Clinici Avanzati (CPCA) che “smistano” i pazienti soccorsi in codice verde: chiude quello all’Autodromo di Monza, restano quelli a Bresso e a Busto Arsizio.

Check Point Clinici Avanzati, Busto confermata e già in azione

Negli ultimi giorni si è evidenziata una lieve, ma costante, riduzione del numero delle richieste di soccorso al 112 e al 118 per  problematiche respiratorie/infettive. AREU di conseguenza ha adattato la sua organizzazione alle nuove e diverse esigenze.
Da domani, sabato 21 novembre, saranno attivi 2 CPCA, rispetto agli attuali 3:

  • A Bresso, via Clerici, ingresso base HEMS di AREU
  • A Busto Arsizio, presso le strutture di Malpensa Fiere, operativo già da oggi

Il trasferimento di Busto

Il Check Point Clinico Avanzato di Busto dopo circa una settimana di lavoro alla caserma Ugo Mara di Solbiate Olona si è quindi trasferito a Malpensafiere, prendendo il posto del punto tamponi a sua volta trasferito all’interno della caserma NATO.

Cosa sono i Check Point Clinici Avanzati

I Check Point Clinici Avanzati di AREU sono strutture mobili attivate con lo scopo di ridurre l’afflusso di pazienti in Codice Verde presso i PS degli ospedali delle province di Milano, Monza Brianza, Varese e Como.

Le attività medico-sanitarie sono state effettuate al di fuori dei Presidi ospedalieri, a bordo delle ambulanze di soccorso, e non hanno comportato l’utilizzo di risorse aggiuntive rispetto all’organizzazione messa in atto da AREU per l’emergenza COVID-19.

I numeri delle prime settimane

Nel periodo di prima attività, dal 7 al 18 novembre, i CPCA attivati in Lombardia hanno registrato i seguenti numeri:

  • 797 pazienti visitati e valutati
  • 314 inviati a domicilio (il 39%)
  • 63 trasferiti negli ospedali di Milano, Monza e Brianza, Varese e Como (l’8%)
  • 420 trasferiti negli ospedali delle altre province (il 53%)

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