Valle Olona

Villa Pomini rinasce con il Gutai: arte, giovani e tecnologia

L’obiettivo è rendere l’esperienza culturale continuativa e non limitata al solo evento espositivo, riportando la Villa al centro della vita culturale del territorio.

Villa Pomini rinasce con il Gutai: arte, giovani e tecnologia

Villa Pomini riparte dall’arte Gutai: restauro, giovani e tecnologia per un nuovo percorso culturale a Castellanza.

Un nuovo capitolo culturale per Villa Pomini

Villa Pomini si prepara a un rilancio culturale che unisce ricerca, tecnologia e contributo dei giovani. Un nucleo interamente restaurato di opere pittoriche del “Movimento Gutai”, corrente giapponese di arte astratta della seconda metà del Novecento, è al centro di un progetto culturale attraverso un nuovo allestimento espositivo permanente, arricchito da un sistema di podcast geolocalizzati che racconterà la Villa e l’esposizione ai visitatori, mentre una mostra didattica prodotta da tre classi del Liceo Artistico Statale “Paolo Candiani” di Busto Arsizio restituirà l’esperienza di studio e progettazione che i giovani hanno dedicato a Villa Pomini. Le iniziative saranno presentate a partire dal prossimo autunno.

Il progetto, denominato “Villa Pomini Lab – Patrimonio, comunità, giovani e storytelling”, è stato candidato dall’Amministrazione Comunale al bando della Regione Lombardia “Avviso Unico Cultura, Ambito A”, dedicato al sostegno di progetti di promozione educativa e culturale.

Un patrimonio da riscoprire attraverso il progetto Villa Pomini Lab

«Esprimo grande soddisfazione per l’ammissione e il finanziamento del progetto “Villa Pomini Lab: Patrimonio, comunità, giovani e storytelling”, un riconoscimento che premia la qualità di una proposta culturale costruita con una visione di lungo periodo e per la quale si è lavorato sodo e con cura – è il commento di Davide Tarlazzi, assessore a Cultura e Istruzione del Comune di Castellanza -. Villa Pomini Lab è un progetto ambizioso, che intende far conoscere e far fruire un patrimonio culturale inedito e dimenticato, ma capace di raccontare una grande pagina del collezionismo italiano del Secondo dopoguerra».

«Per una città come Castellanza tutto ciò rappresenta una sfida culturale importante. In questi ultimi mesi il primo nucleo di opere è stato restaurato e studiato. Ora prende il via una seconda fase – conclude Tarlazzi -: quella della valorizzazione e della restituzione di beni culturali che ci distinguono nel territorio e che possono generare nuovi legami culturali, connettere con reti qualificate e creare per la città nuove opportunità di crescita e sviluppo».

Il sindaco di Castellanza, Cristina Borroni, precisa che «il finanziamento ottenuto per “Villa Pomini Lab” conferma un impegno scritto fin dall’inizio nel nostro programma di mandato: intercettare il più possibile risorse esterne per rafforzare la capacità di investimento del Comune, senza gravare sulle casse comunali. Villa Pomini dimostra questo impegno preso con la cittadinanza: un patrimonio storico e culturale che torna protagonista grazie a un progetto che unisce restauro, tecnologia e il contributo dei nostri giovani studenti».

Le opere del Movimento Gutai tornano protagoniste

Le otto opere protagoniste dell’esposizione fanno parte della più ampia raccolta di quadri donata al Comune dall’industriale e collezionista Ottorino Luciano Pomini, e sono state oggetto di un intervento di restauro condotto sotto la sorveglianza della Soprintendenza dallo Studio di restauro di Isabella Pirola.

L’allestimento dell’esposizione, curato dall’architetto Gianni Fiore, sarà accompagnato da una pubblicazione divulgativa dedicata all’inquadramento storico-artistico del movimento, delle singole opere e della figura del collezionista.

Il progetto si configura come un percorso di co-creazione che coinvolge istituzioni, scuola, giovani e cittadinanza, con l’obiettivo di restituire a Villa Pomini un ruolo attivo nella vita culturale del territorio.

Gli studenti protagonisti tra ricerca e innovazione digitale

In questa direzione si inserisce la partecipazione delle classi del Liceo “Paolo Candiani” di Busto Arsizio, coinvolte nell’ambito dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro e coordinate dalla professoressa Anna Fumagalli.

Gli studenti che si sono dedicati alla ricerca storica sulla Villa e sul suo giardino presenteranno una mostra con pannelli e modelli tridimensionali frutto del proprio lavoro, che sarà anch’essa aperta al pubblico attraverso visite guidate.

Una parte significativa del progetto riguarda inoltre l’innovazione digitale, grazie alla collaborazione con la piattaforma Loquis, sviluppata da GeoRadio S.r.l. e integrata nel Tourism Digital Hub nazionale.

Attraverso questo strumento saranno prodotti sedici podcast geolocalizzati e multilingue, accessibili gratuitamente tramite QR code e app, dedicati alla storia della Villa, alla figura di Ottorino Luciano Pomini, al Movimento Gutai e alle singole opere esposte. La scelta del formato audio risponde anche a una logica di accessibilità, pensata per ampliare la fruizione dei contenuti a un pubblico eterogeneo, comprese le persone con disabilità visive.

Un calendario di iniziative per coinvolgere la città

Il programma prevede infine un calendario di iniziative pubbliche, tra cui l’apertura della Villa nei fine settimana, visite guidate, conferenze tematiche sulla collezione e un momento conclusivo di restituzione del lavoro svolto dagli studenti.

L’obiettivo è rendere l’esperienza culturale continuativa e non limitata al solo evento espositivo, riportando Villa Pomini al centro della vita culturale del territorio.