Il ricordo

Varese ricorda Salvo D’Acquisto a 83 anni dal suo sacrificio

Deposta una corona d’alloro al monumento commemorativo di piazzale Mafalda di Savoia, vicino al Comando provinciale dei Carabinieri

Varese ricorda Salvo D’Acquisto a 83 anni dal suo sacrificio

Questa mattina, con una breve cerimonia tenutasi al monumento commemorativo collocato in piazzale Mafalda di Savoia, nei pressi della sede del Comando Provinciale di Varese, i Carabinieri hanno celebrato l’83° anniversario dell’eroico sacrificio del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto.

Il militare, nei giorni tumultuosi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943, non esitò a donare la propria vita per salvare un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste.

La cerimonia a Varese

Alla cerimonia, durante la quale è stata deposta una corona d’alloro, hanno preso parte il prefetto Salvatore Pasquariello, il sindaco di Varese Davide Galimberti, il questore Paolo Iodice e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, generale di brigata Giuseppe Coppola.

Le autorità sono state accolte presso la sede del Comando provinciale dei Carabinieri dal comandante provinciale, colonnello Alessandro De Vico.

Presenti anche una rappresentanza degli ufficiali e del personale della sede, nonché i presidenti delle sezioni ANC e ANFOR di Varese.

La storia di Salvo D’Acquisto

Medaglia d’Oro al Valor Militare, Salvo D’Acquisto, originario di Napoli, si era arruolato nell’Arma nel 1939.

Volontario nella Campagna d’Africa, nel 1942 era stato avviato alla Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze per frequentare il corso per la promozione a vicebrigadiere. Nel dicembre dello stesso anno era stato destinato alla Stazione di Torrimpietra, vicino Roma.

L’esplosione alla Torre di Palidoro

Dopo l’8 settembre 1943, un reparto di paracadutisti tedeschi si era accasermato presso alcune vecchie postazioni nelle vicinanze della Torre di Palidoro, in un’area compresa nel territorio della Stazione di Torrimpietra.

Nel pomeriggio del 22 settembre, alcuni soldati, mentre ispezionavano casse di munizioni e altro materiale esplodente abbandonato sul posto, furono investiti da un’esplosione. Due di loro morirono e altri due rimasero feriti.

La minaccia della rappresaglia

Il comandante del reparto tedesco attribuì la responsabilità dell’accaduto a un attentato e intimò alla Stazione locale di collaborare all’individuazione dei colpevoli, minacciando una rappresaglia se entro l’alba non fossero stati identificati i responsabili.

Il vicebrigadiere D’Acquisto indicò tuttavia che, sulla base degli accertamenti, l’evento doveva essere considerato accidentale.

Il rastrellamento dei civili

Nonostante le sue spiegazioni, i soldati tedeschi rimasero sulle proprie posizioni e il 23 settembre eseguirono un rastrellamento, catturando 23 persone.

I civili furono inizialmente condotti nella piazza principale di Palidoro e sottoposti a un sommario interrogatorio. Nella stessa piazza fu portato anche il vicebrigadiere D’Acquisto, tenuto in disparte e sotto stretta sorveglianza.

Il sacrificio del vicebrigadiere

Sebbene fosse stato ripetutamente malmenato, D’Acquisto ribadì che le persone presenti erano tutte innocenti e che non potevano esserci colpevoli, dal momento che l’esplosione era stata accidentale.

Tutti gli ostaggi, compreso il sottufficiale, furono quindi condotti nei pressi della Torre di Palidoro e costretti a scavare una fossa comune in vista della loro fucilazione.

Quando ormai gli ostaggi si erano rassegnati al loro destino, il vicebrigadiere D’Acquisto parlò con un ufficiale tedesco. Poco dopo furono tutti liberati, tranne il valoroso carabiniere, che venne giustiziato.

La Medaglia d’Oro e il riconoscimento religioso

Per il suo eroico gesto a Salvo D’Acquisto è stata tributata la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nel febbraio 2025 Papa Francesco lo ha proclamato “Venerabile”.