Saronnese

Riforma degli istituti tecnici, lo Zappa dice no: “Così si indebolisce la scuola”

Il Collegio docenti ha approvato una mozione indirizzata all’Ufficio scolastico regionale e al Ministero esprimendo forte preoccupazione.

Riforma degli istituti tecnici, lo Zappa dice no: “Così si indebolisce la scuola”

Una mozione per difendere la scuola tecnica.  Lo Zappa di Saronno dice no: la scuola tecnica non si rafforza con i tagli.

 Lo Zappa boccia la riforma: “Così si indebolisce la scuola”

In occasione della Festa dei Lavoratori, il Collegio Docenti dell’ITC Gino Zappa di Saronno ha approvato a maggioranza una mozione indirizzata all’Ufficio Scolastico Regionale e al Ministero dell’Istruzione, esprimendo forte preoccupazione rispetto alla riforma degli Istituti Tecnici prevista dal DM 29/2026. «La scuola deve poter discutere democraticamente il proprio futuro», si legge nel documento, nato da un confronto ampio e partecipato all’interno della comunità scolastica, che ha messo al centro il valore della formazione tecnica e le possibili ricadute della riforma su studenti e lavoratori.

Le criticità della riforma

Nel corso del dibattito sono emerse diverse criticità: dalla riduzione del monte ore all’accorpamento delle discipline STEM, passando per l’impoverimento delle attività laboratoriali e l’indebolimento dell’insegnamento linguistico e della geografia, fino all’incertezza sugli organici e sul futuro del personale precario.

«Il rischio è quello di una progressiva perdita di qualità dell’offerta formativa», sottolineano i docenti, evidenziando come la riforma sembri allontanarsi dagli obiettivi della Missione 4 del PNRR, che punta invece a rafforzare le competenze, ridurre la dispersione scolastica e migliorare il rapporto tra scuola e lavoro.

Un presidio di mobilità sociale

Durante il confronto è stato ribadito come la scuola tecnica rappresenti storicamente uno dei principali strumenti di mobilità sociale del Paese. Il diploma di Perito ha consentito per decenni a migliaia di studenti di acquisire competenze qualificate e inserirsi nel mondo produttivo. «Indebolire la formazione tecnica oggi significa colpire uno dei principali ascensori sociali del Paese», è una delle riflessioni emerse, soprattutto in un momento in cui il sistema industriale italiano ha bisogno di rafforzare competenze, qualità e innovazione.

L’impatto su lavoro e futuro della scuola

Nel documento viene inoltre evidenziata la questione occupazionale: la riduzione delle ore e gli accorpamenti disciplinari potrebbero incidere sugli organici scolastici, con ripercussioni dirette su migliaia di docenti precari inseriti nelle GPS. «Non si può innovare riducendo risorse, qualità e prospettive occupazionali», evidenzia il Collegio Docenti, che ha espresso disponibilità a partecipare a un confronto costruttivo con istituzioni, parti sociali e sistema produttivo. «Una scuola tecnica forte non è solo una scelta educativa, ma una scelta di sviluppo, lavoro e democrazia», è il messaggio con cui si chiude la mozione.